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Pisa

L'incidente? Lo causò la vittima

Il luogo dell’incidente
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Il luogo dell’incidente

Assolto scooterista accusato di omicidio colposo

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 PISA. A causare l'incidente sarebbe stata la vittima, che, in motorino, avrebbe voluto punire un altro scooterista dandogli un calcio tale da sbilanciarsi, perdere l'equilibrio e andare a sbattere contro un'auto. Così l'imputato, accusato di omicidio colposo,m è stato assolto perché il fatto non sussiste. Si è chiuso con una sentenza clamorosa il processo a carico di un ragazzo di 21 anni, Samuele Papeschi, sul banco degli imputati per un incidente stradale in cui, due anni fa, perse la vita un altro giovane, Cristiano Simi, 35 anni.  Secondo la ricostruzione fatta nel processo su questa ennesima tragedia della strada, che si è chiuso l'altra mattina in tribunale, non c'è nesso di causalità fra la manovra compiuta dall'imputato e lo scontro in cui morì l'altro giovane, molto conosciuto in città, figlio del direttore del laboratorio dell'unità operativa di citogenetica e del dipartimento assistenziale materno-infantile di pediatria e ginecologia, Paolo Simi. Alle conclusioni della sentenza il giudice monocratico Donato D'Auria è giunto dopo la deposizione di alcuni testimoni e le risultanze del perito del pm.  L'incidente avvenne il 10 maggio del 2008 a Oratoio. Simi percorreva, su un Liberty, la Tosco-Romagnola da Cascina verso Pisa, mentre Papeschi, su un altro Liberty, usciva da una corte laterale per immettersi anche lui, e nella stessa direzione, sulla Statale 67. I due scooter si sarebbero agganciati e, dopo l'impatto, il motorino di Simi sarebbe scivolato sulla carreggiata opposta andando poi a finire contro una Chrysler che procedeva in senso opposto e che, nel tentativo di evitare lo scontro, finì a sua volta contro un camion in sosta. Simi, che rimase gravemente ferito, morì poco dopo in ospedale.  Secondo i testimoni ed i periti Papeschi non avrebbe effettivamente tagliato la strada, perché l'altro scooterista era ancora lontano e avrebbe avuto tutto il tempo e la strada per evitarlo. Per l'accusa gli sarebbe andato addosso per reagire a quella che evidentemente considerava una manovra scorretta e nel far questo avrebbe perso l'equilibrio cadendo e poi finendo sull'auto. Ma la condotta di Papeschi, secondo il giudice, può essere considerata l'occasione e non la causa dello scontro. Parti civili si erano costituiti i genitori del ragazzo, Roberta Pierini e Paola Simi, con l'avv. Paolo Redini. Papeschi era difeso dall'avv. Carlo Cremonini. C.V.

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di Redazione Pisa