Gioco
Agli Arsenali la Pisa del futuro
Marco Barabotti
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Da sinistra il sindaco e Chipperfield e il disegno dei lungarni immaginati dallarchitetto Inaugurata la mostra di Chipperfield. Esposte le sue opere più famose
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PISA. Eccolo uno dei due ponti pedonali sull'Arno immaginato da David Chipperfield. Fa parte del nuovo progetto dei lungarni disegnato dal grande architetto inglese, che si può vedere sulla parete del primo padiglione degli Arsenali Medicei, nel sinuoso percorso museale che salda ancora di più Tramontana e Mezzogiorno, in un abbraccio culturale. L'omaggio a Pisa di Chipperfield è non solo nel suo modo di concepire il percorso storico della città, ben documentato nel Masterplan della nuova Pisa (da piazza dei Miracoli, con il recupero del Santa Chiara, per cui ha vinto il concorso internazionale; fino ai lungarni, al recupero della caserma Artale e della Bechi Luserna: la grande porta per i turisti, che diventerà anche stazione ferroviaria se andrà in porto il progetto), ma è anche uno sguardo delle sue opere nel mondo. L'architetto è così grande protagonista con la mostra "Forma matters", inaugurata ieri agli Arsenali Medicei, che ha già girato le principali città europee. L'esposizione resterà aperta fino al 16 gennaio e per i visitatori sarà il modo di avere una visione internazionale dell'architettura moderna, in un evento unico per l'Italia. «È in una dimensione internazionale - ha detto il sindaco Marco Filippeschi, accompagnando, insieme a Chipperfield, i giornalisti un una sorta di visita guidata - che si inserisce anche il progetto Santa Chiara che è di grande importanza e suggestione, che arriva a toccare la zona prospiciente piazza dei Miracoli, rivoluzionandone l'assetto attuale senza intaccarne il pregio. Insomma, una trasformazione urbanistica di portata storica per l'eccezionalità del luogo e la genialità delle soluzioni». «Le città sono come le persone - ha spiegato Gennaro De Michele, responsabile politiche di ricerca e sviluppo di Enel, principale sponsor della mostra - e come tali hanno sempre bisogno di essere curate. Questa mostra serve a dimostrare tutto questo». Vi è un quarto di secolo di attività dello studio Chipperfield in tutto il mondo: dalla Cina agli Stati Uniti, dal Messico al Giappone, passando per l'Italia, la Spagna e la Germania. «La mia carriera - ha detto l'architetto inglese - è sempre stata collegata all'Italia, non se ne può fare a meno, è qui che il dibattito sull'architettura è sempre stato vivo e fecondo». Nella mostra degli Arsenali si coglie bene l'operazione di saldatura proposta da Chipperfield per piazza dei Miracoli e il Santa Chiara: capovolgere l'abitudine mentale a classificare in zone la città, segmentandola per blocchi a seconda di definite sfere e modalità d'uso. E questa visione la si può cogliere ancora di più in una chiave di lettura globale della mostra, in quella sintesi concettuale di una integrazione tra estetica e funzione.
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