Il dolore
Rinviato a giovedì il cda dell'ateneo
Gianluca Campanella
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Unassemblea di ricercatori L'Andu: si perde tempo per il reintegro dei ricercatori "rottamati"
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PISA. Il cda dell'università, previsto per oggi, slitta a giovedì. Due giorni di ritardo che secondo la sezione di Pisa dell'Associazione nazionale docenti universitari «tolgono ulteriore tempo» al tentativo di reintegrare i ricercatori "rottamati". Una delle pratiche in discussione, infatti, sarà l'istruttoria suggerita dal senato accademico il 12 ottobre, con cui si chiede al cda di valutare il ritiro del prepensionamento obbligatorio dei ricercatori con più di quarant'anni di contributi. La rottamazione scatta proprio il giorno 31: in un comunicato l'Andu giudica il rinvio del cda «non rassicurante» e ricorda che «il rettore eletto Augello ha formulato in molte occasioni la sua posizione di contrarietà a quel progetto». Solo il ritiro della manovra «permetterebbe l'apertura di un tavolo di confronto dove possano incontrarsi tutte le figure coinvolte nell'auspicata riforma universitaria attesa da decenni». Ma non nelle vesti del ddl Gelmini verso cui si auspica una «ancora più coesa e forte la opposizione». L'Andu critica il provvedimento della rottamazione «come gravemente discriminatorio ed incostituzionale, un vero vulnus alla condizione dei ricercatori da decenni impegnati (gratuitamente) nella didattica oltre gli obblighi di legge. È stata costruita artificiosamente una contrapposizione tra generazioni, come se per dare le sacrosante opportunità ai giovani fosse necessario togliere diritti ai meno giovani». Ma se anche si riuscisse a fermare in tempo la misura, «si tratterebbe di un rimedio parziale», perché già più di dieci ricercatori si sono dimessi, altri hanno deciso comunque per la pensione e altri ancora stanno aspettando i contratti sostituivi promessi. Per l'Andu bisogna provarci lo stesso: «È in gioco l'affermazione della pari dignità docente delle tre fasce della docenza universitaria». La seduta del cda è «l'ultima occasione utile, dopo la quale si affaccia l'ipotesi di decisioni giudiziarie». Proprio per il 28 è attesa la pronuncia del Giudice del Lavoro, cui si sono rivolti alcuni ricercatori interessati chiedendo, in via d'urgenza, il reintegro.
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