Finanza
Manca il cda, rischio paralisi al Dsu
Nicola Gennai
I rappresentanti degli studenti: la Regione faccia subito le nomine
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PISA. A quasi due anni di distanza dalla sua creazione è il momento di tracciare un bilancio sull'attività dell'Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario (Dsu). Il Dsu Toscana è sorto dall'accorpamento delle tre aziende preesistenti di Pisa, Firenze e Siena, ed è operativo dal 1º gennaio 2009. In questi è al centro di polemiche per la mancata nomina, da parte della Regione, del consiglio d'amministrazione. Cosa ha significato per Pisa la nascita di un'azienda unica? Sulla città gravitano all'incirca 50mila studenti, di cui il 40% fuori sede. Nel 2009 sono state assegnate 4274 borse di studio, con un incremento di circa 500 unità rispetto al 2008, quando i beneficiari erano stati 3751. Questo aumento è la conseguenza dell'innalzamento fino a 17mila euro del requisito massimo di reddito calcolato con parametro Isee. «Il dato di Pisa relativo alle borse di studio ci conforta - afferma Ettore Bucci, che siede nel cda del Dsu Toscana in quota Sinistra Per - e premia la capacità attrattiva di Pisa». Sul fronte del servizio alloggi, nell'anno accademico 2009/2010 sono stati messi a disposizione 1795 posti letto, divisi in 7 residenze diverse. Le domande di alloggio sono soddisfatte per circa il 70%, ma per i prossimi anni è prevista l'apertura di nuove strutture per arrivare alla copertura totale delle esigenze abitative. Ed è proprio con riguardo agli alloggi che la mancanza di un cda si fa più sentire. Come spiega Enrico Maria Peruzzi, direttore generale del Dsu, «dal 18 giugno siamo senza cda e abbiamo le mani legate su molte questioni. Il punto è che il consiglio ha competenze specifiche sugli investimenti». Per questo il Dsu non ha potuto prendere parte alle aste per la casa dello studente in via Paradisa indette dall'Inail, che sono andate per tre volte deserte (l'ultima l'11 ottobre). La Paradisa fu chiusa lo scorso anno e se ne andarono più di 500 alloggi. Sulla questione del cda neppure Bucci transige: «Aspettiamo da mesi le nomine. Le richieste di alloggi aumentano ogni anno e non è giusto che centinaia di studenti restino tagliati fuori per l'assenza ingiustificata di un cda». Le mancate nomine rischiano anche di far saltare l'approvazione del bilancio di previsione 2011, che dovrebbe essere discusso il 30 ottobre. Per Bucci, però, il problema degli alloggi non è dovuto soltanto al cda fantasma, ma anche al "project financing", che ha fatto aumentare il costo di gestione del singolo alloggio di circa 400 euro da quando esiste un'azienda unica. Secondo l'esponente della maggiore sigla universitaria pisana, «l'aumento è dovuto in particolar modo alla gestione tramite project financing dell'enorme residenza di via Praticelli (814 posti)». Sulla questione della gestione indiretta anche Ateneo Studenti si dimostra scettica, visto che - sostiene Marco Maccioni, che siede in senato accademico - «la gestione diretta è migliore. Il project financing ha grossi limiti». In conclusione, secondo Bucci, «l'accorpamento in un'Azienda unica non ha contribuito a migliorare né l'offerta né i costi, che anzi sono andati aumentando». La posizione di Ateneo Studenti è invece cambiata nel corso del tempo. Ad un'iniziale avversione verso l'unione di Pisa, Firenze e Siena, è subentrata la «soddisfazione per il buon mantenimento dello standard dei servizi», afferma Maccioni. A tracciare un primo bilancio del Dsu pisano inglobato nell'Azienda regionale prova anche Magda Beltrami, dirigente del Dsu Pisa: «Cercare di armonizzare 3 enti diversi si è dimostrato più complesso del previsto e alcune pratiche si sono svolte più lentamente di quanto pianificato». Secondo Beltrami, ciò è dovuto al fatto che «rispetto agli anni precedenti il lavoro è aumentato. A causa anche di alcuni tagli del personale, un singolo dipendente si ritrova a svolgere un numero maggiore di mansioni rispetto al passato». La dirigente ci tiene però a sottolineare come «i costi per gli studenti non sono cresciuti e gli utili del Dsu sono più alti degli anni scorsi». Beltrami conclude affermando che «siamo solo all'inizio, passata questa fase transitoria di assestamento le cose non potranno che migliorare a beneficio di tutti».
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