Il Tirreno

Pisa

Inglesi in arrivo sulle sponde del Tirreno

Marco Barabotti
A sinistra Bottai durante il suo intervento e a destra Giuseppe Balducci di Overmarine
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A sinistra Bottai durante il suo intervento e a destra Giuseppe Balducci di Overmarine

Sta per sbarcare a Pisa l'Mdl, il maggior operatore europeo per i porti turistici

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 PISA. Arrivano gli inglesi. Hanno capito le grandi potenzialità della nautica pisana e del suo hinterland unico e irripetibile: il fatto che sia dentro un Parco naturale, a un tiro di schioppo dall'aeroporto che vola sempre più in alto ed è la porta di accesso alle grandi bellezze della Toscana.  Così il Mdl Marinas Group, il maggiore operatore europeo nel settore dei porti turistici con 30 marine in Inghilterra e oltre 20mila clienti, dopo essere entrato con una quota di minoranza nel capitale della Società Concessionaria Marina dei Cesari spa, di Fano, si appresta a fare altrettanto con Pisa.  Sarebbe il secondo investimento italiano del gruppo inglese - dopo l'Adratico, anche il Tirreno - e segnerebbe una svolta decisiva nella strategia della nautica pisana, che potrebbe avere accesso ad un nuovo potente canale commerciale e marketing rivolto non solo all'Inghilterra ma all'intero nord Europa.  Mdl, insomma, potrà aprire il mercato pisano ai clienti che guardano con interesse sempre crescente alla possibilità di un attracco in Mediterraneo e trasferire qui in permanenza le loro barche. Una delegazione ha visitato in questi giorni la nuova darsena e il Parco, rimanendone affascinata. Tanto che il portavoce dell'amministratore delegato della divisione internazionale di Mdl - è guidata da Mick Bettesworth - ha affermato l'alto livello qualitativo della nuova struttura pisana e per le sue eccellenti potenzialità di sviluppo «inserite in un contesto di raro richiamo e bellezza».  Sarebbe il terzo investimento nel Mediterraneo del gruppo inglese, dopo l'inaugurazione avvenuta nel 2008 con la realizzazione del primo porto turistico a Sant Carlos in Spagna (dove già centinaia di clienti inglesi hanno subito acquistato i loro nuovi posti barca) e poi quello di Fano.  Una realtà di grande interesse economico, quindi, quella che si sta consolidando sul canale dei Navicelli, che non è tale soltanto per il comprensorio di riferimento dell'area pisana, di cui pure rappresenta una delle voci più significative sia per il volume d'affari sia per l'occupazione, diretta e indotta. L'arrivo di nuovi cantieri sulla riva est dell'antica via d'acqua artificiale che collega il porto di Livorno con la Darsena Pisana, assume infatti un significato particolare ed ha una valenza nazionale. Il caso di Pisa e delle sue grandi possibilità nel comparto del diportismo, che risultano in crescita invece di rimanere ferme o addirittura arretrare, sono invece lì a dimostrare che superare la difficile congiuntura è possibile.  L'importante è mettere in campo idee, progetti concreti e realizzabili e capacità imprenditoriali. Come ha fatto decidendo di investire nel settore della cantieristica da diporto e dei servizi ad essa collegata, la Sviluppo Navicelli che rappresenta uno dei più importanti settori di investimento del gruppo fondato da Elio Panchetti, recentemente scomparso.  «Quello che sta accadendo all'ombra della Torre Pendente, a pochi minuti di navigazione interna dal porto di Livorno - ha detto il presidente della Provincia, Andrea Pieroni - è un fenomeno che vale la pena di osservare con grande attenzione. Non soltanto il porto turistico di Boccadarno sta avanzando felicemente verso la conclusione dei lavori prevista nell'estate del 2012, ma sul canale dei Navicelli arrivano i nuovi cantieri che hanno acquistato i lotti appositamente attrezzati dalla Sviluppo Navicelli srl».  Nuovi cantieri che si aggiungono ai marchi "storici" già presenti sulla riva est della via d'acqua, come i Cantieri dell'Arno della famiglia Picchiotti (da lì escono i "Leopard"), i Cantieri di Pisa del gruppo Baglietto, i cantieri dei Fratelli Rossi e altri.  Ora sul canale dei Navicelli hanno piantato le tende anche nomi come Codecasa (che ha già completato il fabbricato che si vede percorrendo l'Aurelia e che a giorni metterà in cantiere la costruzione di uno yacht da 65 metri), Virde, Overmarine, Benetti, Canados. E altri arriveranno, dopo aver già acquistato le aree attrezzate.  Per tutti, valgono le parole di Giuseppe Balducci, che ha deciso di investire su Pisa per potenziare il marchio Baglietto - è il patron di Effebi-Overmarine -, mettendo sul piatto 10 milioni di euro. «Qui sulla nuova darsena - ha detto - c'è lo spazio sufficiente per poter pensare a nuove attività legate alla nautica. L'unico problema è garantire sempre la navigibilita del canale dei Navicelli».  

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