Sicurezza
Docenti di sostegno, scatta il ricorso al Tar
I genitori dei bambini disabili invitati a rivolgersi all'Anmic
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PISA. L'Associazione nazionale mutilati e invalidi civili (Anmic) sta preparando un maxi ricorso al giudice in favore degli alunni disabili. Le famiglie devono comunicare l'adesione entro il 30 ottobre. Tutti gli interessati sono quindi invitati a contattare la sede provinciale di Pisa presso gli uffici siti in via Pindemonte n. 3 (zona Carrefour) o al numero 050/9711705. Ma vediamo di cosa si tratta nel dettaglio. «Riaprono le scuole - dice l'Anmic - e come ogni anno i genitori degli studenti disabili sono costretti ad affrontare tribolazioni per far ottenere per il proprio figlio un numero sempre più esiguo di ore di sostegno. Le difficoltà hanno avuto inizio con le leggi finanziarie del 2007 e del 2008 che abrogarono la previgente modalità di assegnazione degli insegnanti di sostegno per gli alunni con disabilità (sostanzialmente fondata sul criterio del rapporto 1 insegnante di sostegno: 138 alunni, e la possibilità dell'insegnante di sostegno "in deroga" in ipotesi di connotazione di gravità dell'alunno) fissando per legge il numero massimo di posti di insegnanti di sostegno. Le ricadute sulla vita scolastica degli studenti disabili sono state ovviamente disastrose, in quanto, di fatto, si impediva loro di poter frequentare la scuola in modo proficuo al pari di tutti gli altri». «Finalmente - prosegue l'Anmic - con la sentenza depositata il 26 febbraio 2010, n. 80, la Corte Costituzionale ha dichiarato l'incostituzionalità delle norme limitative, reintroducendo così la precedente normativa. Se è vero che la sentenza della Corte ha fatto giustizia in termini di principio, è però altrettanto vero che non ha risolto i problemi delle famiglie di studenti disabili. Nonostante la ristabilita possibilità di assumere insegnati di sostegno in deroga e l'eliminazione del limite di un insegnante di sostegno ogni due alunni con disabilità, le ore di sostegno riconosciute sono ancora del tutto insufficienti. A solo titolo esplicativo basti citare il caso, comune a diverse famiglie, di genitori costretti ad andare a prendere a scuola il figlio in anticipo rispetto alla fine delle lezioni perché il bambino, in quanto non autosufficiente, in assenza dell'insegnante di sostegno non può rimanere in classe con i compagni. Oltre al danno la beffa quindi; non solo il disabile non ha la possibilità di fruire dell'intero percorso scolastico, ma viene meno per lui anche la possibilità di vivere la scuola insieme ai suoi compagni, in barba a tutti i dettami normativi, e non solo, che prevedono invece la creazione di tutti i presupposti per la migliore integrazione possibile del disabile». «La situazione - afferma ancora l'Anmic - è critica. La nostra associazione ha già cercato di sollecitare tutti gli organi competenti affinché risolvessero il problema, ma anche il recente incontro con il ministro Gelmini non ha portato i frutti sperati. A questo punto, a fronte della totale assenza di risposte convincenti da parte delle istituzioni, l'Anmic ha deciso di farsi carico di tutte le istanze e le sollecitazioni provenienti dalle famiglie degli studenti disabili e proporre un'azione giudiziaria innanzi al Tar della Toscana per chiedere ed ottenere il pieno rispetto della legge e ridare così dignità a tante famiglie che si trovano oggi in una situazione insostenibile».
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