Il Tirreno

Pisa

«Coinvolti senza ragione»

G.C.
Maurizio Bini, consigliere di Rc
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Maurizio Bini, consigliere di Rc

Bini (Rc) e Bozzi (Sel): sulle indennità anche noi abbiamo diritto all'assoluzione

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 PISA. A distanza di qualche giorno dalla pubblicazione della sentenza della Corte dei Conti, alcuni dei consiglieri comunali del 2005 studiano le mosse difensive.  I giudici hanno assolto gli assenti, gli astenuti e i contrari che nel consiglio comunale del 9 giugno 2005 non hanno votato il passaggio da gettone di presenza a indennità di funzione. E hanno ordinato un supplemento d'indagine per i favorevoli.  «Questi anni siamo stati nell'occhio del ciclone per un probabile errore materiale», spiegano Alberto Bozzi (allora Pdci, oggi Sel) e Maurizio Bini (Rc) che quel giorno con Stefano Teotino votarono contro la delibera, ma risultano ancora coinvolti nella vicenda giudiziaria.  Il malinteso nasce dal verbale del consiglio acquisito agli atti della Corte: i contrari alla delibera sono dieci, tra cui i tre consiglieri citati; ma nella successiva votazione sull'eseguibilità immediata della delibera, i contrari sono solo sette. Bini, Teotino e Bozzi hanno detto sì: «Per prassi e dopo il parere tecnico di regolarità contabile abbiamo votato a favore».  All'augurio che le cose si risolvano presto, Bini e Bozzi aggiungono nel merito: «Pensiamo che anche gli altri 23 siano ingiustamente indagati. La Corte ha rilevato maggiori oneri a carico del Comune, perché ha calcolato la media annuale di sedute e l'ha moltiplicata per 80 euro. Ma il gettone nel 2005 era di 103 euro e noi l'abbiamo abbassato contestualmente per costringere i consiglieri a scegliere l'indennità». Insomma, «il Comune, unico in Italia, ha risparmiato. Potevamo alzare il gettone a 130 euro e oggi saremmo puliti».

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