Il Tirreno

Pisa

Stop agli allagamenti per la foce insabbiata

La foce del fiume Morto dove sono iniziati i lavori di sistemazione
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La foce del fiume Morto dove sono iniziati i lavori di sistemazione

Via ai lavori da 225mila euro allo sbocco del fiume Morto

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 PISA. L'area è recintata, il cantiere allestito. E lunedì arriveranno i massi. Quelli che andranno a formare la barriera contro il rischio allagamenti nella zona nord di Pisa, da Porta a Lucca ai Passi. Avviati i lavori per costruire una nuova scogliera alla foce del fiume Morto come arma di difesa.  Si interviene per evitare l'insabbiamento progressivo dello sbocco a mare del fiume, all'interno di San Rossore. L'erosione marina da tempo sta avanzando sempre più in quel tratto di litorale e rende meno fluido il deflusso delle acque dalla città e dalle aree limitrofe.  E così altre mareggiate di particolare intensità, pensando all'autunno e all'inverno alle porte, potrebbero mettere del tutto in ginocchio la foce, creando problemi al reticolo idrico della città, fognature comprese, nel tratto attraversato dal fiume e dai suoi canali.  «Questo intervento - spiega l'assessore alla difesa del suolo Valter Picchi - rientra nelle strategie della Provincia di contrasto all'erosione marina». La barriera in questione è il "pennello" nord della foce armata del fiume Morto: negli anni l'azione incessante del mare ha fatto arretrare di alcuni metri la spiaggia del parco, ha eroso la duna retrostante e così la scogliera, in parte anche danneggiata, è ormai isolata ed aggirata dalle acque che non può più contenere.  Quello che il rapido insabbiamento della foce può provocare è, di fatto, una sorta di forte "rigurgito" più a monte delle acque che escono e attraversano i quartieri della zona nord di Pisa.  «La durata del cantiere sarà abbastanza breve», aggiunge Picchi, tanto che le operazioni dovrebbero svolgersi nell'arco di un mese o poco più, soprattutto se non dovessero interferire mareggiate significative.  Il "pennello" da ripristinare ha una lunghezza di circa 30 metri per quanto riguarda la parte emersa e intorno ai 40 metri per la parte soffolta, ovvero sommersa.  Tale barriera sarà ricostruita con massi in pietra. Nella zona, secondo un accordo tra Provincia, Fiumi e Fossi e Parco, è previsto anche il dragaggio della foce, eseguito dallo stesso Consorzio di Bonifica.  I lavori, per un importo di 225mila euro, sono eseguiti dall'impresa Sarti Spa di Poggio Recanati (Ferrara), la stessa che nei mesi scorsi ha costruito al Gombo la diga in geotubi (gli scogli sintetici) a protezione dell'arenile antistante la villa presidenziale nella Tenuta di San Rossore. Il pennello sud alla foce del fiume Morto era già stato consolidato in precedenza con un intervento apposito.

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