Finanza
Omicidio colposo per l'operaio morto
Candida Virgone
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Soccorsi in azione dopo un infortunio sul lavoroSotto accusa un imprenditore marocchino: la vittima lavorava al nero
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PISA. Omicidio colposo. Per questa ipotesi di reato è indagato un imprenditore di trasporto merci, un quarantenne marocchino. Mentre lavorava per lui al nero, un pensionato sessantenne è morto, a fine agosto scorso, in un infortunio. Massimo Speranza, di Livorno, è caduto da un camion battendo violentemente la testa contro una traversa di ferro che si trovava a terra. È deceduto in ospedale dopo due ore di agonia, nonostante il tempestivo intervento dei soccorsi ed i medici accorsi al suo capezzale. A firmare l'avviso di garanzia il pm che coordina l'inchiesta, Antonio Giaconi. Si tratta di un'inchiesta che corre parallela ad altre due, quella dell'Asl 5, per l'infortunio, e quella della Direzione provinciale del lavoro, perché sul posto non sarebbero state garantite le dovute norme di sicurezza, oltre al fatto che l'operaio, per un impegno occasionale di carico e scarico, stava operando al nero. L'imprenditore è indagato anche per la violazione delle norme antinfortunistiche. Era fine agosto quando è avvenuto l'infortunio che ha portato alla tragedia. Speranza stava lavorando a Migliarino, per la ditta del marocchino: doveva caricare un camion con delle scatole di merci. Non arrivando a mettere le scatole sul camion, è salito sul pianale interno del mezzo per spingere meglio alcuni cassoni. Solo che mentre eseguiva questa operazione, l'operaio è scivolato dal pianale ed è caduto a terra battendo violentemente la testa. Sotto il mezzo c'erano in quel momento delle traverse in ferro. Probabilmente avrebbe trovato questa morte anche se fosse atterrato sull'asfalto, perché sarebbe stato il tipo di caduta, secca, a daterminare l'incidente, piuttosto che non l'impatto con la traversa. Fatto sta che le sue condizioni sono apparse subito molto gravi e l'uomo è stato accompagnato subito in ospedale. Però non si è mai ripreso e due ore dopo ai medici non è toccato altro da fare che constatarne la morte. Subito sull'accaduto la procura, l'Asl e la Dpl hanno aperto inchieste. L'indagine riguarda la tragedia e il rispetto delle norme sui luoghi di lavoro. L'incidente è avvenuto in un centro di smistamento merci presso un consorzio di ditte per cui l'impresa di trasporto merci del marocchino lavorava. Le indagini in questo momento, proprio in questi giorni, si stanno avviando alle fasi conclusive. Diversi incidenti e diverse multe della Dpl riguardano stranieri impiegati al nero in ditte italiane, o extracomunitari sfruttati senza contratto da connazionali. È abbastanza raro che un italiano lavori in nero per la ditta di uno straniero. Continuano a rimanere allarmanti in ogni caso i dati riguardanti le morti bianche e gli infortuni sul lavoro, tanti, troppi, e anche quelli sui lavoratori che per l'ispettorato o il fisco continuano ad essere solo dei fantasmi.
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