Gioco
Cambia la data per discutere la mozione di sfiducia
Caso Maccioni, rinvio a novembre mentre il Pd tenta una soluzione
Gianluca Campanella
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La presidente del consiglio comunale Titina Maccioni 2 MINUTI DI LETTURA
PISA. La mozione di sfiducia alla presidente del consiglio comunale, Titina Maccioni, sarà discussa il 4 novembre. Intanto il Pd, in una lunga riunione finita alle 2.30 di notte, martedì ha studiato gli scenari con cui arrivare all'appuntamento. Inizialmente la conferenza dei capigruppo si era orientata per discutere la "proposta di delibera" sul caso Maccioni il 28 ottobre. Ieri maggioranza e opposizione non hanno trovato un accordo e, per la prima volta in due anni, i lavori del consiglio comunale sono stati decisi non all'unanimità, ma con una votazione. Ranieri Del Torto (Pd) ha spiegato i tre motivi per cui chiedeva il rinvio: dare il giusto rilievo alla discussione, non moltiplicare il numero dei consigli e arrivare in tempi ragionevoli all'epilogo. Per Carlo Scaramuzzino (Sel) queste giustificazioni «non erano sufficienti a spostare di una settimana il dibattito, in parte già svolto giovedì 14»; e Luca Titoni (Udc) ha proposto un compromesso: sdoppiare il consiglio del 28 e dedicare il giorno seguente alla mozione. Respinto dalla maggioranza. Si è andati così al voto, dove il peso di Del Torto basta a condizionare le decisioni, perché rappresenta i 21 consiglieri del Pd su 40 totali. Con lui hanno votato Idv e "In Lista per Pisa". Giuliano Bani (Ps) non si è associato alle altre tre forze di governo per non abbandonare la prassi positiva degli odg concordati. La Maccioni ha commentato l'episodio di ieri come «la prova che sino ad oggi sono stata una presidente di garanzia: per due anni ho cercato la mediazione nell'interesse di tutti, anche delle opposizioni». Per stamani è convocato il tavolo tecnico approvato giovedì scorso, con cui si cercherà di «dare risposta e attuazione a quei problemi emersi in consiglio, che la presidenza non nega». Il Pdl ha fatto sapere che non parteciperà. E proprio sullo stallo in consiglio comunale si è concentrata martedì notte la riunione del Pd. Per il partito la mozione è una speculazione politica, ma in quella sede molti hanno condiviso che la questione sta polarizzando il dibattito, trascurando le esigenze della città. Pertanto è stato rilevato necessario un passo indietro da parte dell'ufficio di presidenza, per evitare ulteriori strumentalizzazioni. In pratica dimissioni subito (per chi teme le "imboscate" di un voto segreto) o dopo aver respinto la mozione (soluzione preferita da chi vuole una ridiscussione complessiva). Starebbe per passare una posizione molto vicina alla seconda, ma senza bruschi automatismi sui tempi e con un percorso che non contenga forzature verso le opposizioni diverse dal Pdl. Sull'argomento Maccioni non rilascia dichiarazioni.
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