Attenzione
Rientra la protesta, ora si va a lezione
Lucia Maffei
Dalla prossima settimana, in tutte le facoltà riprende la didattica
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PISA. Piano piano si ricomincia. Nonostante la piena solidarietà ai ricercatori precari, che si astengono in massa dal salire in cattedra per protesta contro la riforma Gelmini, la maggior parte delle facoltà ha già ripreso le lezioni adottando una precisa strategia: rimandare al secondo semestre gli eventuali contributi a titolo gratuito dei ricercatori. «Una soluzione che equivale a rimandare il problema», dice Claudio Palazzolo, preside di Scienze politiche. Se entro febbraio non ci saranno sviluppi, la protesta rischia di creare difficoltà ben più serie della mancata attivazione di alcuni insegnamenti o curriculum di studi. Una situazione, pertanto, che potrebbe avere, non in tempi brevi, ulteriori sviluppi A Ingegneria si comincia il 25 ottobre e si andrà avanti fino al 22 dicembre, recuperando le tre settimane di ritardo a gennaio. Una ventina di ricercatori farà comunque lezione nel primo semestre in accordo con gli 80 che si astengono, in modo da non penalizzare troppo i ragazzi, ma da marzo in poi nessun docente ha dato la disponibilità a fare lezione più del dovuto. «Ci aspettiamo un segnale da parte del governo - dice il preside Pierangelo Terreni -. Se la situazione del secondo semestre resta questa dovrò dimettermi». Anche Farmacia riaprirà i battenti lunedì 25 o pochi giorni dopo. Giovedì pomeriggio il consiglio di facoltà dovrebbe accettare la proposta. Non mancheranno le difficoltà: «Per ora abbiamo 4 o 5 insegnamenti scoperti, alcuni importanti come Chimica generale e biologia - racconta il preside Aldo Balsamo -. Gli ultimi anni del corso di laurea in Chimica e tecnologie farmaceutiche ne risentiranno». Lunedì scorso la facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali ha approvato la programmazione didattica e un documento che precisa che, comunque, non tutti i problemi sono risolti. Fisici e informatici i primi a tornare in classe, entro il 25 tutti gli altri. Il 4 ottobre sono tornati in aula gli studenti di Agraria (ma con due percorsi in meno nel biennio conclusivo), Scienze politiche (dove 25 ricercatori su 26 aderiscono alla protesta), Lingue e letterature straniere, Lettere e filosofia, Giurisprudenza e Medicina veterinaria. Quest'ultima in realtà aveva iniziato il 13 settembre per portarsi avanti con il calendario delle lezioni pratiche, ma dal 16 settembre la didattica è stata sospesa; inoltre quest'anno accademico verrà meno il primo anno della magistrale in Scienze e tecnologie delle produzioni animali e il curriculum agro-faunistico della triennale. Il 5 ottobre si sono aperte le porte di Economia. Avvio incompleto per Medicina: il 18 sono riprese le lezioni di Medicina e chirurgia, Odontoiatria, Infermieristica (compresi i poli di Lucca, Massa, Livorno e Pontedera), Infermieristica pediatrica e Ostetricia. Per i quasi 20 corsi di laurea nelle classi di fisioterapia, laboratori e igiene l'inizio delle lezioni è rimandato a data da destinarsi, forse alla settimana del 25.
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