Il dolore
Pisa ecologica perde punti
La città cala di sei posizioni nelle pagelle di Legambiente
3 MINUTI DI LETTURA
PISA. La nostra è una città tutto sommato ecologicamente attenta. Ma si può fare di più. Le pagelle di Legambiente promuovono Pisa. Che però perde 6 posizioni rispetto all'anno precedente. Il Sole 24 Ore ha pubblicato tutte le graduatorie relative a 103 comuni italiani capoluogo, suddividendo il grande tema dell'ecologia in sei ambiti: aria e acqua; trasporti; ambiente; energia; rifiuti; pubblica amministrazione e imprese. Pisa occupa la 31ª posizione con 54,86 punti, collocandosi al di sopra della media nazionale (49,36). Premesso che certe classifiche non vanno mai prese per oro colato, la loro analisi fa emergere diversi spunti di riflessione. Va detto che la buona posizione generale è dovuta anche al primo posto nella classifica delle aree verdi totali presenti sul territorio. E' chiaro che fa la differenza il parco di San Rossore. Quello che butta giù Pisa sono gli eccessivi consumi: idrici, elettrici e di carburante. In più la notevole produzione di rifiuti. Scorriamo ora le singole sezioni. Cominciamo da aria e acqua: per quanto riguarda le polveri sottili (Pm10) la posizione è di metà classifica (55ª); dunque senza infamia, ma anche senza lode. Meglio per le emissioni pericolose (biossido di azoto, 23º posto) e il rischio ozono (31º). Sull'acqua invece poco da sorridere. Bassa graduatoria per i consumi idrici domestici pro capite, troppo elevati (82º posto); non molto alta (61º) per quanto si sciupa, intendendo la differenza tra acqua immessa e quella consumata per usi civili, industriali, agricoli; di nuovo bassa posizione (70ª) per quanto riguarda la depurazione. Sui trasporti una conferma: usiamo troppo l'automobile (51º posto) e tantissimo i motocicli (90º). Però ci rifacciamo nel trasporto pubblico, sia a proposito dei viaggi per abitante (12ª posizione tra le città medie) sia per la mobilità sostenibile (39º). Ambiente: detto di San Rossore, quanto a verde urbano si scende al 67º posto. Bene isole pedonali (17º), Ztl (3º) e piste ciclabili (30º). Le dolenti note tornano nel segmento dell'energia. I consumi di carburante, benzina e diesel, trascinano Pisa in 80ª posizione e addirittura in 90ª per il consumo elettrico a livello domestico. E per le fonti rinnovabili e le energie pulite? Pronto riscatto: 44º posto per gli impianti fotovoltaici installati e 57º per i pannelli solari. Tanto che l'indice in materia di politiche energetiche porta la città in 36ª posizione. Anche per quanto riguarda i rifiuti è necessario fare una riflessione: la raccolta differenziata (dato 2009) al 34,5% colloca Pisa al 53º posto, a metà classifica. Ma con una produzione procapite di 804,3 kg per abitante fanno peggio solo Prato, Rimini e Massa. Siena è al 94º posto, Lucca al 98º. In Toscana il problema rifiuti comincia ad essere reale. Infine, vediamo come si comportano pubblica amministrazione ed imprese. La pagella in questo caso è discreta. Numerose le aziende con certificazione ambientale (7º posto). Premiati anche gli enti locali: 18ª posizione in capacità di risposta a livello burocratico, 22ª in eco-management (carta riciclata, auto ecologiche, ecc.), 23ª in pianificazione ambientale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
