Il dolore
La ripresa c'è, ma è ancora troppo debole
I settori produttivi trainati soprattutto dalla domanda estera
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PISA. Prosegue, nel secondo trimestre, il recupero del sistema manifatturiero provinciale, anche se la ripresa, trainata dalla domanda estera, si dimostra alquanto selettiva. È quanto emerge dall'indagine congiunturale diffusa dalla Camera di Commerico. Quadro generale. L'indagine sul sistema delle unità locali manifatturiere pisane con almeno 9 addetti, condotta dalla Camera di Commercio in collaborazione con Unioncamere Toscana e Confindustria Toscana, conferma per il secondo trimestre dell'anno i risultati lievemente positivi dei primi tre mesi del 2010, con un segno positivo tanto per la produzione (+0,4%) che per il fatturato (+2,6%). La nostra provincia però, dopo aver mostrato un andamento analogo a quello regionale nei primi tre mesi dell'anno (+3,0% la produzione a Pisa e +3,9% la produzione in Toscana), nel secondo trimestre ha registrato una sensibile battuta d'arresto. La seppur modesta ripresa produttiva, stando all'evoluzione degli ordini provenienti dall'estero alle aziende pisane (+5,0%), è frutto dell'intonazione ancora positiva assunta dalla domanda internazionale di beni manufatti, mentre la situazione del mercato interno (-1,6% gli ordinativi nazionali) è un forte elemento di preoccupazione. Nonostante la crescita delle quotazioni delle materie prime, i prezzi alla produzione sono avanzati di soli 2,4 punti percentuali. La ripresa dell'attività produttiva sta contribuendo a far risalire il grado di utilizzo degli impianti tornato, dopo cinque trimestri, sopra quota 70% (72,1%). Questo dato non riesce però a riportare l'indicatore sui livelli medi pre-crisi (75,2% nel periodo 2002-2007) evidenziando, inoltre, il persistere di una quota non irrilevante di capacità produttiva inutilizzata rispetto ai livelli passati. Le imprese industriali pisane incontrano molte difficoltà a mantenere invariata la propria forza lavoro. La profonda caduta produttiva del biennio 2008-2009, non ancora compensata dalle migliori ancorché non esaltanti dinamiche di inizio 2010, continua a produrre i suoi effetti sui livelli occupazionali: gli addetti al settore manifatturiero sono diminuiti di 3,9 punti percentuali. Il motivo della limitata crescita produttiva registrata nel secondo trimestre deriva dal fatto che solo sei settori dei tredici monitorati evidenziano variazioni di segno positivo. Tra questi spiccano soprattutto i comparti a più elevato contenuto tecnologico come la meccanica (+28,2% la produzione tendenziale) e l'elettronica (+13,8%), ma anche i settori di base della chimica-farmaceutica-gomma-plastica (+4,5%) e alcune componenti del comparto moda, come le calzature (+1,4%) ed il tessile-abbigliamento (+5,2%). Positiva, infine, anche l'accelerazione registrata dalle manifatture varie (+11,7%). Tra i settori che continuano ad arretrare sono da segnalare quelli afferenti alla filiera edile, quali legno-mobili (-9,1%), vetro (-32,8%) e gli altri minerali non metalliferi (-2,3%). Negative anche le evoluzioni dei metalli (-5,2%). L'alimentare registra una decisa battuta d'arresto (-6,7%). «I dati dell'indagine sul sistema industriale pisano - dice Pierfrancesco Pacini, presidente della Camera di Commercio - evidenziano la marcata selettività della timida fase di recupero in atto, sia in termini settoriali che dimensionali. La Camera di Commercio, consapevole di quanto dai mercati esteri stiano venendo i segnali più incoraggianti, è impegnata nel sostegno di tutte le imprese che intendano affacciarsi su questi mercati, attraverso contributi per progetti di internazionalizzazione e per mostre o fiere internazionali».
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