Il Tirreno

Pisa

Indennità, assolto mezzo consiglio

Per la maggioranza ci saranno altre indagini

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 PISA. La Corte dei Conti di Firenze ha emesso la sentenza sui presunti compensi illegittimi recepiti dai consiglieri comunali della precedente legislatura. Per chi votò a favore (la maggioranza), ci sarà un supplemento d'indagine (compreso l'ex sindaco Paolo Fontanelli e tre dirigenti comunali), mentre per tutti gli altri (la gran parte consiglieri del centrodestra) non è stato ravvisato alcun reato: anzi, riceveranno un rimborso per le spese legali sostenute che varia da 700 a 1.500 euro.  Il consiglio comunale approvò nel giugno 2005 il passaggio dal gettone di presenza all'indennità per i consiglieri, ma l'indennità non può superare il gettone di presenza secondo il Tuel (testo unico enti locali). Un atto che trovò la forte contestazione del consigliere Giacomino Granchi.  Ecco chi esce di scena dal procedimento. Si astennero Giuliano Bani, Giovanni Garzella, Roberta Luperini; votarono contro Riccardo Buscemi, Giacomino Granchi, Mariano Tramontana, Silvia Silvestri, Gino Logli, Diego Petrucci, Paolo Mancini. Mentre erano assenti Mario Biasci, Francesco Capecchi, Alessandro Gorreri, Vincenzo Mastantuono, Michele Mezzanotte.  Tra i favorevoli per cui la Corte ha richiesto un supplemento d'indagine ci sono anche Maurizio Bini e Stefano Teotino, i due consiglieri di Rifondazione comunista di allora, e Alberto Bozzi che militava nel Pdci. Tutti e tre votarono contro la delibera, ma quando si trattò di votare l'immediata esecuzione (che comunque sarebbe andata in vigore con i soli voti della maggioranza) votarono a favore. «Quest'ultimo è solo un passaggio tecnico - spiega Bini - quel che conta è il voto contrario alla delibera, elemento fondamentale non preso in considerazione della Corte dei Conti tanto che il nostro avvocato farà istanza».

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