Il Tirreno

Pisa

Siamo al primo posto in Toscana, minori trasferimenti anche dalla Regione

Tagli alle Province: Pisa soffre di più nel bilancio mancheranno 3,5 milioni

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 PISA. Tre milioni e mezzo di euro se va male, due milioni e mezzo se va bene. In tutti i casi, di fronte alla manovra del governo, qualcosa la Provincia perderà già dal 2011. Soldi importanti, soprattutto in un momento di crisi e di tagli, che da Roma non arriveranno più. Si tratta, su scala nazionale, di una partita da 300 milioni di euro.  Quanto sta avvenendo rientra nel percorso che dovrà portare al federalismo fiscale. Di conseguenza inizieranno a venir meno i consueti trasferimenti statali. Il Sole 24 Ore ha analizzato quello che potrà succedere in Italia con l'introduzione di questi provvedimenti (su dati Upi, ovvero l'Unione delle Province Italiane).  Non è propriamente vero che i rubinetti saranno chiusi del tutto. Lo stop ai trasferimenti statali sarà compensato in qualche modo dalla compartecipazione alle accise sulla benzina. Le amministrazioni provinciali saranno però ulteriormente penalizzate dai tagli a danno delle Regioni (in questo caso i trasferimenti saranno invece sostituiti da una fetta dei proventi del bollo auto).  Le Regioni infatti, inevitabilmente, dovranno rivedere al ribasso le somme che girano alle Province. E' dentro questi meccanismi, per intendersi, che già da tempo si dibatte sulle difficoltà cui andranno incontro i servizi del trasporto pubblico locale.  «La manovra 2010 è tra le più inique e squilibrate degli ultimi anni. Saranno i cittadini a pagare parte delle conseguenze della riduzione dei trasferimenti agli enti locali», ha detto il presidente della Provincia Andrea Pieroni, che è anche il presidente di Upi-Toscana. Peraltro nella nostra regione, secondo i primi calcoli, il bollo auto non sarà sufficiente a compensare le minori risorse statali. «Saranno colpiti un po' tutti i settori di attività - riprende Pieroni - ma gli effetti peggiori si avvertiranno ovviamente sui terreni più sensibili, come la viabilità, la scuola, il trasporto pubblico, la salvaguardia del territorio».  Nella classifica che abbiamo elaborato si nota come proprio la Provincia di Pisa, in Toscana, sia quella destinata a rimetterci di più (almeno 5 milioni nel biennio). La manovra, se sarà attuata senza correzioni rispetto alla versione attuale, andrà a colpire gli enti che già meno incassano a livello di imposte.  Le realtà meno toccate saranno le più grandi, tutte del centro-nord, e più ricche; oltre a quelle territorialmente più contenute. Pisa è una sorta di via di mezzo e quindi rischia più delle altre.  Nella graduatoria, le cifre della seconda colonna sono quelle della simulazione del ministero: in pratica la misura dei tagli se la manovra dovesse passare così com'è.  E' però in corso una discussione tra livelli di governo per cercare di appianare qualche differenza, considerando che le varie amministrazioni, pensando all'entrata in vigore del federalismo fiscale, non partono dallo stesso punto trascinandosi uno "storico" (in fatto di imposte riscosse e trasferimenti ricevuti) che varia molto da provincia a provincia.  Nella prima colonna si possono leggere invece i tagli con l'eventuale correzione per equilibrare un po' i sacrifici: Pisa avrebbe così un taglio più leggero di circa 1,3 milioni di euro.

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di Redazione web