Il Tirreno

Pisa

L'abbraccio della città a Napolitano

Giovanni Parlato

Gli studenti in piazza lo invocano, la gente in strada gli stringe la mano

3 MINUTI DI LETTURA





 PISA. La piazza e le strade popolate dalle due anime della città: quella studentesca e operaia da una parte e, dall'altra, quella delle massaie e dei cittadini ansiosi di stringere la mano al Presidente della Repubblica. I primi hanno riempito piazza dei Cavalieri di slogan e cori, gli altri hanno fatto da ala festante al passaggio del capo dello Stato. E Giorgio Napolitano ha sempre risposto con un saluto e con un sorriso. L'abbraccio della città è stato caloroso e sempre senza mai eccedere. Una cornice che ha reso ancora più importante i 200 anni di vita della Scuola Normale Superiore, fiore all'occhiello della città.  Il Presidente della Repubblica è atterrato all'aeroporto militare per poi essere scortato in piazza dei Cavalieri dove lo stavano aspettando il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, il sindaco Marco Filippeschi e il presidente della Provincia, Andrea Pieroni.  Il corteo di auto presidenziali è stato applaudito durante il suo percorso e, soprattutto, quando è giunto in piazza dell'Arcivescovado ai piedi della Torre dove i molti turisti si sono interrogati quale mai autorità si celasse dietro i vetri di quelle super-auto. I pisani - che lo sapevano - hanno applaudito al passaggio. Il corteo da via Santa Maria è poi entrato in via dei Mille per sbucare in piazza dei Cavalieri. Mezza piazza era transennata per motivi di sicurezza. Le transenne erano lontane una trentina di metri dall'ingresso della Normale. Quando Giorgio Napolitano è sceso dall'auto è stato accolto dagli applausi e dai cori. Più rumorosi quelli degli studenti. Quest'ultimi stavano manifestando contro il disegno di legge universitario targato Gelmini. Il primo slogan che ha scosso la piazza è stato "respingiamo questa riforma" e di seguito "Tutti uniti contro la crisi". Il capo dello Stato ha risposto con un saluto della mano anche dopo avere salito le scale della Scuola ed essere stato ricevuto dal direttore uscente Salvatore Settis e dal prossimo direttore Fabio Beltram.  Nel frattempo, alcuni studenti che erano assiepati dietro le transenne, hanno chiesto a gran voce di parlare con il capo dello Stato. Sono stati avvicinati dal consigliere del Quirinale, Alberto Ruffo, cui hanno chiesto se una delegazione di tre studenti poteva parlare con il presidente Giorgio Napolitano o, almeno, se potevano consegnare nelle sue mani un documento siglato da "Studenti indisponibili", gli stessi che la scorsa settimana avevano occupato il rettorato sotto il nome di "università bene comune". I tre studenti - Lorenzo Fratino, Antonio Manconi e Rocco Albanese che tenevano lo striscione "il futuro non ci aspetta, Pisa respinge la riforma" - hanno consegnato a Ruffo il documento in cui si critica duramente la riforma Gelmini, documento che sarebbe stato recapitato allo stesso Napolitano. Vicini agli studenti (come riferiamo a parte) c'erano sia i ricercatori precari che i lavoratori della C-Global.  Dopo avere visitato la mostra "Una storia Normale", il Presidente Napolitano è riapparso sulla scalinata della Scuola Normale e altri slogan sono partiti dalla piazza: "Gelmini Governo per voi sarà l'inferno", "più ricerca meno bombe". Slogan che si sono ripetuti nel corteo che si è svolto successivamente.  Quando Giorgio Napolitano è arrivato al Teatro Verdi, l'ingresso in via Palestro era blindato, mentre all'uscita, lungo le transenne, c'erano molti pisani, gente comune che ha voluto salutare il capo dello Stato. E Napolitano non si è sottratto all'abbraccio della folla. Quindi è stato scortato nuovamente verso l'aeroporto militare Dall'Oro.  

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web