Italia
LA PROTESTA
In trecento in corteo nella vana speranza di incontrare il Presidente
Gianluca Campanella
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PISA. Nell'attesa del presidente, gli studenti universitari fanno volantinaggio in piazza dei Cavalieri contro la riforma. All'arrivo di Giorgio Napolitano scandiscono: «Uni-versi-tà pub-blica». E dopo una lunga mediazione con la Questura, ottengono l'autorizzazione a sfilare in corteo fino al Verdi, dove il Capo dello Stato si è spostato all'uscita dalla Normale. Per tutti, ieri mattina, la parola d'ordine è «visibilità». E nella gara non dichiarata per "prendersi la scena", i quasi trecento studenti e ricercatori sono i più organizzati e determinati. A "microfoni spenti" qualcuno confessa il disagio che la protesta possa essere percepita come un modo per strumentalizzare la visita di Napolitano; subito dopo aggiunge: «Ma quando ci ricapita?». Megafoni, musica, uno striscione con la scritta «Il futuro non ci aspetta; Pisa respinge la riforma» e tanti slogan. Tra questi, debutta «Più ricerca, meno bombe» e non manca quello che da qualche anno è il marchio di fabbrica della contestazione: «Noi la crisi non la paghiamo». Ogni metro in più di corteo è una conquista e il pretesto per una nuova richiesta. I dirigenti della Questura rispondono: «Ragazzi, ma lo sapete che domani siete in prima pagina?». I ragazzi vogliono di più: «Consegnare di persona un documento al Presidente». Su questo il niet è categorico: l'Ufficio Cerimoniale del Quirinale non acconsente. E allora altre contrattazioni per guadagnare ancora terreno: dal lato nord di piazza Odeon, il gruppo ottiene di arrivare sino alle transenne che impediscono l'accesso al retro del teatro. «Presidente vieni giù!» urlano gli studenti nella speranza di essere ascoltati. La titolare di uno dei pochissimi negozi aperti, abbassa la serranda per precauzione. Ma un'anziana signora sventola la bandiera della pace dalla sua finestra: scattano applausi reciproci fra la strada e l'appartamento. Poi la richiesta impossibile: «Arriviamo davanti al Verdi». Telefonate, compromessi e l'ok per un nuovo corteo verso piazza Dante. Dove il gruppo si scioglie e ammira su internet le foto rilanciate in tutta Italia.
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