Gioco
Augello incontra Napolitano: i tagli non sono sostenibili
Giovanni Parlato
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Un particolare del presidio degli studenti in piazza dei Cavalieri e sotto, ripresa dal sito ufficiale della Presidenza della Repubblica, lincontro tra Napolitano e Augello 3 MINUTI DI LETTURA
PISA. Come previsto, il presidente Giorgio Napolitano ha incontrato il rettore eletto, Massimo Augello. L'incontro si è svolto in una saletta al piano terra del Teatro Verdi prima che cominciasse la cerimonia. Il professore Augello aveva con sé una lettera condivisa dai presidi delle undici facoltà dell'università di Pisa sulla crisi del sistema universitario sempre più in difficoltà a causa dei tagli ai finanziamenti con ripercussioni su didattica e ricerca, ma anche sulla fuga dei cervelli dall'Italia. «È stato un colloquio cordiale - ha commentato Augello - nel corso del quale il capo dello Stato ha dimostrato grande sensibilità ai temi della ricerca e dello sviluppo. Il documento consegnato è di sostegno alla protesta e di preoccupazione per i tagli che metteranno in difficoltà tanti atenei. Con i tagli programmati per il prossimo anno, l'università di Pisa non avrà i soldi neanche per pagare gli stipendi». Augello ha criticato anche la messa ad esaurimento dei ricercatori a tempo indeterminato commentando che «senza il loro contributo fondamentale non saremmo riusciti a fornire qualità». E martedì prossimo si riunirà il consiglio d'amministrazione che «dovrà valutare se ci sono le condizioni per revocare il provvedimento». Augello fa riferimento al pensionamento forzato di 48 ricercattori che avevano 40 anni di contributi. Se il cda non revocherà il provvedimento, questo entrerà in vigore il 1º novembre e i ricercatori saranno pensionati salvo ricorsi al Tar. Augello ha sottolineato come Napolitano abbia, nel suo intervento, raccolto il messaggio ed abbia avuto parole in difesa dell'università e della ricerca. «Con grande soddisfazione - ha detto il futuro rettore - ho ascoltato il Presidente ribadire nel suo discorso ufficiale di condividere la forte preoccupazione di studenti e docenti, riaffermando il rilievo prioritario che va attribuito, non solo a parole ma con i fatti, alla ricerca e all'alta formazione e, dunque, all'Università". Una critica che, ancora prima, era arrivata dallo stesso direttore Settis. «Questo dimostra - ha sottolineato Augello - come la nostra non sia una difesa corporativa, ma del sistema». Nel documento elaborato dai presidi di facoltà, si esprime il bisogno di manifestare al capo dello Stato «il nostro profondo senso di disagio - si legge - e di preoccupazione non solo per la grave situazione del sistema universitario pubblico italiano, ma anche e ancor più per gli incombenti pericoli che minacciano di mettere a rischio la sua stessa sopravvivenza. Siamo convinti che l'Università italiana debba essere riformata - continuano i presidi - ma non possiamo non denunciare la campagna di sistematica denigrazione con la quale si pretende di giustificare un'ulteriore diminuzione delle risorse già oggi proporzionalmente ben al di sotto di quelle di quasi tutti gli Stati del mondo». I presidi dell'Università di Pisa concludono affermando che «ci permettiamo di manifestarLe, illustre e caro Presidente, la nostra convinzione che proprio la condizione attuale di crisi impone pure di prendere atto del fatto che da sempre l'investimento di risorse nel sistema dell'istruzione superiore è, appunto, un investimento, in quanto tale assolutamente indispensabile per il futuro di un Paese, e non certo un costo superfluo da abbattere prima di ogni altro».
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