Il dolore
Più ragazze a Ingegneria, ma il potere è maschio
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La facoltà di Ingegneria Una ricerca conferma: il successo negli studi non si traduce in carriere prestigiose
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PISA. Sono più motivate, più determinate nel raggiungimento degli obiettivi e cercano l'autoaffermazione tramite la conoscenza e l'acquisizione di competenze specifiche. È questo il ritratto delle donne-ingegnere che emerge da una ricerca condotta all'Università di Pisa sulle studentesse che scelgono ingegneria come percorso di studi e carriera. I risultati dello studio sono stati presentati al convegno "Formazione e carriere femminili. La scelta di Ingegneria". L'indagine condotta da Rita Biancheri, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi dell'ateneo pisano, e da Claudio Casarosa, direttore del Cisia, si è basata su un questionario rivolto agli studenti che hanno partecipato al test d'ingresso a Ingegneria nel 2009 a Pisa e su un ulteriore questionario motivazionale per un campione di 250 frequentanti. Inoltre sono state intervistate 60 studentesse e 15 docenti donne. «Negli ultimi anni stiamo assistendo a un progressivo aumento del numero di donne che accedono alla carriera di ingegnere e in molti casi con rendimenti di studio e risultati finali migliori rispetto ai colleghi maschi - ha spiegato Biancheri - Questo andamento, però, non corrisponde a un incremento delle presenze femminili in posizioni occupazionali altrettanto elevate». Negli ultimi dieci anni si è registrato un vero e proprio boom del numero di donne che ha scelto l'ingegneria come percorso di studio e come professione: dall'entrata in vigore della riforma universitaria nel 2001 il numero di iscritte alla facoltà di Ingegneria di Pisa è passato da 1.781 a 2.743, con una presenza superiore a quella maschile in alcuni corsi di laurea. Nell'anno accademico 2009/2010, ad esempio, le iscritte alla laurea triennale di Ingegneria biomedica erano 221, contro i 184 colleghi maschi e le ragazze iscritte alla laurea a ciclo unico in ingegneria-architettura erano 200 contro 162. Lo stesso vale per il numero di laureate donne: dal 2001 al 2009 si è passati da 128 a 334, con una percentuale che dal 14,4% si è alzata al 22,7% sul totale dei laureati.
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