Finanza
Piovono schede bianche su Ferrante
Gianluca Campanella
A Riglione 31 su 58 elettori non hanno votato il candidato unico
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PISA. Frattura tra i tesserati del Pd e i vertici del partito. Al congresso di Riglione, sabato mattina, su 58 schede per l'assemblea comunale, ci sono state 31 bianche, una nulla e 26 voti per la lista collegata al candidato "unitario" Andrea Ferrante. Gli stessi 58 votanti (su 100 aventi diritto) hanno consegnato, al livello provinciale, 6 bianche e 52 preferenze per la lista del candidato segretario Francesco Nocchi. Il messaggio è chiaro: non è piaciuto il metodo con cui si è arrivati all'identificazione del candidato alla segreteria comunale. Risalta infatti che c'è stata una convergenza "veloce" verso la candidatura alla segreteria provinciale di Nocchi, assessore al Comune di Pontedera, con la direzione del partito che ha trovato subito la quadra. Per Ferrante, invece, è stato scelto un percorso più articolato. A settembre sono stati consultati singolarmente i 129 membri dell'assemblea comunale, che hanno espresso a maggioranza (70 indicazioni) il nome di Ferrante. L'odg votato in assemblea comunale prevedeva che, al termine delle audizioni, il nome più citato sarebbe stato il candidato. Ma, nelle riunioni di circolo tenute in questo mese per la preparazione del congresso, molti militanti hanno chiesto un confronto «vero», dal momento che c'era almeno un altro candidato «forte»: Carmine Zappacosta, che a settembre aveva raccolto 39 consensi. Secondo la "base", un congresso in cui si fossero sfidate due mozioni sarebbe stato più denso di contenuti. Ed è per questo che a Riglione il risultato di sabato può essere letto come il disappunto di chi avrebbe preferito altre soluzioni o "punitivo" verso il partito.
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