Sicurezza
Il Pd si divide anche sul caso Maccioni
Gianluca Campanella
◗
Titina Maccioni in consiglio accanto al sindaco Marco Filippeschi Il 28 sarà discussa la mozione che boccia la presidente del consiglio comunale
2 MINUTI DI LETTURA
PISA. La discussione della mozione di sfiducia alla presidente del consiglio Titina Maccioni, presentata dalle opposizioni, sarà discussa in sala delle Baleari il 28 ottobre. Sempre che non avvengano eventi clamorosi prima. E dal Pd, che venerdì aveva preannunciato un documento di solidarietà, fanno sapere che la raccolta firme è ancora in elaborazione. C'è ritardo perché si stanno chiedendo firme anche all'esterno del perimetro comunale. Quest'operazione è quasi obbligata, perché i quattro segretari del partito (comunali e provinciali, entranti e uscenti), sempre venerdì, avevano preparato insieme una nota che condannava, per la «manovra di palazzo» contro Maccioni, tutte le opposizioni e in particolare la sinistra, alleata del Pd in altri contesti provinciali. Ma se la generica solidarietà non si nega, al contempo, non si vogliono deteriorare rapporti altrove buoni. Per esempio in Provincia, dove Sel è in maggioranza. Lo racconta l'assessore provinciale Salvatore Sanzo, uno dei pochi raggiungibili ieri, giornata in cui molti telefoni squillavano a vuoto, a causa dei congressi di partito in corso. Sanzo precisa che non ha firmato, «perché le vicende del Comune non si devono riversare su altre amministrazioni. Inoltre trovo assurdo esprimermi su un contesto che non conosco - il consiglio comunale - non avendo mai partecipato alle sedute». La firma è stata chiesta anche al governatore della Toscana, ma non si sa se Enrico Rossi ha firmato. E ieri anche Rifondazione (alleata del Pd a Vecchiano e Cascina) ha diffuso una nota con cui respinge «i diktat» dei quattro segretari Pd, spiegando che le «verifiche» sulle maggioranze saranno svolte «in autonomia dai dirigenti locali interessati». Intanto sono smentite le voci di imminenti avvicendamenti in giunta comunale. Una delle possibili conseguenze del caso Maccioni e delle divisioni del congresso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
