Proteste
Duecento anni d'eccellenza
Marco Barabotti
La fondò Napoleone, è una fucina di Nobel apprezzata all'estero
2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Domani la Scuola Normale compie duecento anni. Nacque il 18 ottobre 1810 per volontà di Napoleone nel 1810. Raccontare la sua storia - ben rappresentata nella mostra del bicentenario aperta tra palazzo della Carovana e palazzo dei Dodici - significa ripercorrere quella della Toscana e dell'Italia, dall'età napoleonica al periodo granducale, dall'Unità al fascismo fino all'età repubblicana.
Ma la storia della Scuola è anche e soprattutto la storia di un modello di formazione di eccellenza che ha dato e continua a dare al Paese generazioni di giovani talenti.
La Normale napoleonica ha una vita breve e travagliata. La Scuola inizia a funzionare effettivamente solo nel novembre del 1813, per chiudere nel 1814. La nuova Normale nasce nello splendido palazzo vasariano, voluta dal governo del Granduca Leopoldo II di Toscana, il 28 novembre del 1846. Sulla Normale granducale pesa l'impronta confessionale, criticata aspramente dal suo allievo più famoso, Giosuè Carducci, Premio Nobel per la Letteratura nel 1906.
Il 17 marzo 1861 viene proclamato il Regno d'Italia. L'anno successivo un regolamento del Ministro dell'Istruzione Matteucci "fonda" la Normale unitaria, di orientamento laico. Nel 1892 nasce la cosiddetta "scuola matematica pisana": tra gli allievi di inizio secolo anche un altro Premio Nobel, Enrico Fermi.
Nell'ottobre del 1928 ne prende la guida l'ex allievo Giovanni Gentile. Il suo arrivo alla direzione della Scuola segna l'inizio di una vera opera di rifondazione.
La Normale postfascista vede avvicendarsi l'italianista Luigi Russo con Ettore Remotti che avvia una politica di rinnovamento degli insegnamenti, come ad esempio per la cattedra di Analisi matematica, affidata ad Alessandro Faedo.
Dal 1957 la Scuola pisana riprende una crescita che coincide con un progressivo aumento del numero degli allievi, tra cui il futuro premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia. L'entrata in vigore del nuovo statuto, nel 1969, segna il rafforzamento dell'autonomia.
Negli ultimi undici anni la Scuola ha vissuto, sotto la direzione di Salvatore Settis, una ulteriore fase di rilancio, consolidando i tradizionali livelli di autorevolezza della Normale nel panorama scientifico e culturale nazionale e - sempre di più - internazionale. Lo testimonia il numero di aspiranti allievi, praticamente raddoppiato in dieci anni (sono passati dai 574 del concorso 1999/2000 ai 1031 di oggi).
Al momento circa il 12% degli allievi della Scuola, tra ordinari e perfezionandi, proviene dall'estero, a testimonianza di una crescente aspirazione all'internazionalizzazione della Scuola. Dal primo novembre prossimo alla guida della Normale succederà il fisico Fabio Beltram, che resterà in carica fino al 2014.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
