Il Tirreno

Pisa

L’OLTRAGGIO AD ALBERTI

Una rivalità eccessiva e pericolosa che parte da molto lontano

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 PISA. Lucchese-Pisa, inutile nasconderlo, è una partita più pericolosa di molte altre. La tradizionale (e già insidiosa) rivalità cittadina è diventata, per i più focosi, un vero odio dopo il derby di sei anni fa e ciò che ne conseguì. Era il 6 dicembre 2004: tutto nacque da uno striscione esposto in curva Ovest dal gruppo di estrema destra lucchese Bulldog, che irrideva Maurizio Alberti, il tifoso pisano morto allo stadio di La Spezia nel 1999. Praticamente tutto lo stadio si dissociò, la città e il club rossonero espressero il loro rammarico e si scusarono; la domenica successiva gli stessi Bulldog spiegarono che era stata solo una provocazione, esponendo lo striscione "Rispetto per gli ultras scomparsi", ma era troppo tardi anche perché molti in quei giorni avevano soffiato sul fuoco. Pochi giorni dopo l'autore dello striscione fu identificato e bandito dagli stadi per tre anni, ma la macchina della vendetta si era già mossa: un nutrito gruppo di pisani in occasione di una gara infrasettimanale preparò una spedizione punitiva che fu sventata dalla Digos, ne seguirono numerosi arresti. E da allora quell'odio non si è stemperato granché, anche se nel derby 2007 la famosa "invasione dei motorini" (2500 pisani in scooter a Lucca) avvenne senza incidenti.  Già prima di allora, comunque, Lucchese-Pisa era tutto fuorché un derby tranquillo, anche a causa dell'opposta connotazione politica dei gruppi più caldi delle opposte tifoserie. A.Sc.

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