Il Tirreno

Pisa

Massacrato con 150 coltellate

Candida Virgone
Da sinistra il marsciallo Michele Greco e il figlio omicida Simone
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Da sinistra il marsciallo Michele Greco e il figlio omicida Simone

L'autopsia rivela una violenza inaudita sul corpo del maresciallo

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AGNANO. Centocinquanta coltellate. Michele Greco è stato massacrato da un numero spropositato di colpi, inferti soprattutto alle spalle, all'inizio, quando era ancora sulla moto, e dopo, quando era ormai caduto a terra, dopo un disperato quanto inutile tentativo di sfuggire alla furia di quel figlio tanto amato, Simone, 19 anni, quel figlio che lui si era messo in testa di salvare a tutti i costi. È questo uno dei dati emersi in maniera ufficiosa dal lavoro dei medici legali sulla salma del sottufficiale dell'aeronautica ucciso domenica sera ad Agnano. L'autopsia sul corpo del maresciallo della 46ª è stata compiuta dal professor Luigi Papi: la perizia sarà depositata entro fine dicembre. Intanto si profila la richiesta di una perizia psichiatrica per il giovane omicida. La prossima settimana si svolgerà l'incidente probatorio in cui il pm che sta seguendo l'inchiesta, il dottor Aldo Mantovani, nominerà il perito.  In un certo senso una decisione attesa, viste le condizioni psicologiche in cui si trova il ragazzo e in cui si trovava al momento del fatto e negli ultimi tempi. Fin dal momento dell'arresto, infatti, Simone, che appariva come in trance, quasi non rendersi conto di quanto fosse accaduto, è stato ricoverato al centro clinico del carcere Don Boscvo dove è guardato a vista dai medici che lo hanno in cura, nel timore di nuovi gesti inconsulti.  Ieri mattina, intanto, al sacrario di Kindu, si sono svolti i funerali di Michele Greco: i familiari hanno potuto dare l'ultimo saluto al sottufficiale insieme ai colleghi della 46ª Brigata aerea. Un saluto commosso e pieno di disperazione per una tragedia che non ha fatto una sola vittima.  L'omicidio era avvenuto al termine di una gita a San Gimignano, in moto, fra padre e figlio, decisa da Michele per ristabilire un contatto con quel figlio che sembrava essersi perso e per pianificare un futuro diverso per Simone, 19 anni appena, dopo la scoperta del suo abuso di stupefacenti e il ricovero, alcuni mesi prima, in clinica psichiatrica. Padre e figlio erano quasi arrivati a casa, in via Santi Vecchi, ad Agnano, verso le 8 e mezzo di sera, quando è esplosa la furia di Simone: il ragazzo ha estratto di tasca un coltello a scatto e ha colpito il padre mentre era ancora avvinghiato a lui, alla guida della moto: dapprima davanti e al collo, poi alle spalle. La moto è scivolata e Michele ha tentato di fuggire verso una casa vicina, ma secondo la ricostruzione dei carabinieri, Simone lo ha raggiunto e finito, continuando a colpire, anche quando il maresciallo era ormai a terra esanime. Poi Simone ha inscenato l'aggressione di due marocchini sbucati dal buio a chiedere il saldo di un suo vecchio debito di droga. Una scusa che è durata lo spazio di qualche ora, quando, in piena notte, è arrivata la confessione.

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