Gioco
In duemila sfilano contro la mala-istruzione
Gennaro Di Biase
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Alcuni momenti della manifestazione contro la riforma della scuola: in piazza sono scesi centinaia di studenti da varie zone della provincia Il corteo di liceali, docenti e universitari ha invaso le vie del centro
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PISA. Le voci del mondo scolastico che si sono incrociate ieri nel centro di Pisa, differenti per età, provenienza e curriculum, sono diventate indistinguibili in un solo corteo, unite contro i tagli passati e futuri all'istruzione. Circa 2mila tra liceali, universitari e docenti, sono arrivati da tutta la Toscana per aderire allo sciopero indetto dai Cobas scuola. La manifestazione, chiusa verso le 13 da un'assemblea in piazza dei Cavalieri, ha causato disagi al traffico cittadino. Alle 9.30 sono partiti tre cortei distinti. Verso le 10.30, i 400 studenti medi in arrivo da piazza Sant'Antonio hanno raggiunto la moltitudine di docenti e rappresentanti Cobas in attesa alle Logge, a pochi metri dal portone principale del Comune, chiuso per l'occasione. A loro si sono poi uniti i circa 300 giovani universitari provenienti da piazza Dante. Formato un blocco unico, il corteo si è messo in moto dal Lungarno Mediceo e ha attraversato il Ponte della Fortezza e il Lungarno Galilei, prima di sfilare dal Ponte di Mezzo a Borgo Stretto e terminare la marcia in piazza dei Cavalieri. In testa al corteo, un carro allegorico viareggino: una Gelmini di cartapesta con in mano un enorme paio di forbici. Subito dietro, docenti e Cobas, seguiti nell'ordine da liceali e universitari. I manifestanti, in mezzo ai quali anche un gruppetto di insegnanti in pensione, hanno raccontato svariate storie di "mala-istruzione". «Noi del liceo Dini non facciamo gite da due anni - ha detto Francesco -. Il teatro è senza fondi». «Siamo qui - continua - per combattere contro i Robin Hood alla rovescia, che tolgono ai pubblici per dare ai privati». Un altro docente, Michele Santoro, di Borgo San Lorenzo, ha detto che nel suo istituto «le aule sono talmente piene da essere invivibili, e il numero dei docenti è sceso da 100 a 84». Tra gli universitari, al fianco dei rappresentanti di Sinistra Per e degli studenti reduci dall'occupazione in rettorato di mercoledì, il collettivo di Agraria. Come ultimo atto della mattinata, in una riunione al liceo artistico Russoli, gli studenti medi degli istituti pisani hanno proposto, per lunedì, il blocco della quarta ora di lezione. Dati alla mano, gli studenti aumentano e i docenti diminuiscono: il governo prevede l'eliminazione nazionale di 140mila posti in tre anni, mentre nel 2010 solo in Toscana gli studenti in più sono 5000. Oltre alla riduzione delle ore scolastiche settimanali da 32 a 36, e all'allungamento delle ore da 50 a 60 minuti (con conseguente diminuzione delle materie di studio), un altro filo rosso della protesta è stato il sovraffollamento delle aule: nelle prime e nelle terze toscane ci sono in media 27 alunni, uno in più di quanto previsto dalla normativa sulla sicurezza.
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