Sicurezza
Ferri corti tra Pd e Sel sul caso Maccioni
Gianluca Campanella
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PISA. Il giorno dopo la presentazione della mozione di sfiducia a Titina Maccioni, maggioranza e opposizione in consiglio comunale continuano a polemizzare. E, a dire la verità, a sfidarsi colpi di comunicati stampa, è uno scontro tutto a sinistra, tra il Pd e la Sel. Un conflitto che rischia di mettere in crisi, anche a livello provinciale, i rapporti fra i due partiti. I democratici, infatti, pubblicano un documento firmato dai quattro segretari di partito (comunali e provinciali, entranti e uscenti). Nel testo denunciano «da parte delle opposizioni l'obiettivo di destabilizzare l'amministrazione comunale e colpire il sindaco Marco Filippeschi, con manovre di palazzo e senza concentrarsi sui problemi della città», causati «dai tagli imposti dal governo Berlusconi, che taglia i servizi ai cittadini». Ma, in particolare, Andrea Ferrante, Ivan Ferrucci, Paolo Fontanelli e Francesco Nocchi giudicano «grave che la sinistra si sia prestata a usare le istituzioni per questa battaglia. Per quanto ci riguarda l'atto compiuto mette in seria discussione i rapporti politici, presenti e futuri, che abbiamo a livello locale con Sinistra Ecologia e Libertà e con Rifondazione Comunista». Va ricordato che uno dei due partiti citati, Sel appunto, in Provincia fa parte della maggioranza che ha appoggiato la candidatura a presidente Pieroni ed esprime un assessore in giunta. La risposta non si fa attendere. Dario Danti, Carlo Scaramuzzino, Massimiliano Casalini e Alberto Bozzi nel pomeriggio di ieri inviano una nota: «Sel è interessata al buon governo e alla buona politica nei nostri territori, non alla beghe per salvare lo scranno della presidente del consiglio comunale, che deve essere imparziale ed equilibrata. Questa funzione finora non è stata pienamente svolta». L'affondo finale: «Rispediamo i diktat al mittente». Sempre ieri, per iniziativa di alcuni dirigenti del Pd, è cominciata una raccolta di firme per testimoniare la solidarietà alla presidente Maccioni. Al momento il documento non è stato ancora reso pubblico e, sembra, sia stato accolto con freddezza da alcuni esponenti di spicco del partito che si sarebbero rifiutate di firmare perche non convinti su qualche affermazione contenuta nell'appello.
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