Proteste
Rinviato l'incidente probatorio
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La piccola Sara Sarti morta a Locri nellagosto del 2009 Riguarda la perizia d'ufficio sulle cause del decesso di Sara Sarti la bimba di Vecchiano morta a Locri per presunta malasanità
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VECCHIANO. È stato rinviato al 16 dicembre l'incidente probatorio per il deposito della perizia d'ufficio sulle cause della morte di Sara Sarti, la bambina di 5 anni di Vecchiano deceduta il 23 agosto del 2009 nell'ospedale di Locri per un presunto caso di malasanità. La decisione è stata presa ieri dal gip del Tribunale di Locri, Andrea Amadei, in accoglimento della richiesta di proroga presentata dai periti per concludere i loro accertamenti. Nell'inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Locri sulla morte della bambina, figlia del pisano Alessandro Sarti e della calabrese Caterina Nicita, sono indagati quattro medici, tre in servizio al pronto soccorso dell'ospedale di Locri e il pediatra di Casignana, la responsabilità del quale però sarebbe stata sollevata sia dall'accusa che dai periti della difesa. Sara Sarti avvertì un malore mentre era insieme ai nonni a Casignana, il centro della Locride di cui è originaria la madre. La bambina morì il giorno dopo essere stata portata e subito dimessa nell'ospedale di Locri. Secondo la denuncia presentata dai genitori, da cui è scaturita l'inchiesta della Procura di Locri, «Sara, dopo tre giorni di vomito e fortissimi dolori addominali, non fu nemmeno visitata dalla pediatra di turno nell'ospedale di Locri, che si rifiutò di ricoverarla limitandosi a palparle l'addome, senza svolgere di fatto un accertamento medico che possa definirsi tale e senza compiere alcun accertamento diagnostico, mandandola a casa con un sedativo». I genitori della piccola, che sono assistiti dall'avvocato Giovanni Frullano di Pisa, erano a Vecchiano quando la bimba si sentì male. Secondo i periti di parte, il professor Alessandro Gasparetto di Roma e il dottor Massimiliano Cardamone di Catanzaro, la bimba, se solo fosse stata trattenuta in ospedale e curata, poteva essere salvata perché era spirata in seguito ad una polmonite massiva da inalazione di materiale gastrico, come d'altra parte aveva detto il giorno dopo il decesso, in un comunicato, il direttore sanitario dell'ospedale di Locri. Secondo il consulente del pm, il dottor Aldo Barbaro, che eseguì l'autopsia, la piccola era morta per una miocardite. C.V.
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