Il Tirreno

Pisa

Oggi mobilitazione con gli studenti delle superiori

La riforma slitta, la protesta no Gli universitari studiano in strada

Gennaro Di Biase
Studenti mentre sono in presidio in piazza Garibaldi
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Studenti mentre sono in presidio in piazza Garibaldi

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 PISA. Slitta la discussione del ddl Gelmini alla Camera, ma il mondo accademico resta in agitazione. Dopo un mercoledì notte di mobilitazione proseguito con l'occupazione notturna del rettorato, anche ieri la protesta studentesca è andata avanti per tutto il giorno.  In mattinata, numerosi giovani e ricercatori universitari sono andati per le strade del centro portando al collo un cartello con la scritta "vendesi"; per l'ora di pranzo è stato organizzato un presidio alla mensa centrale di via dei Martiri; nel pomeriggio si è svolta una protesta itinerante, detta "flash mob": al suono di un fischietto, i 200 partecipanti si sedevano in strada e, bloccando il traffico, cominciavano a studiare per 15 minuti. Le tappe sono state 6, la prima in piazza Garibaldi e l'ultima vicino alla stazione.  Nella notte tra mercoledì e giovedì, dopo aver manifestato in più di 200 sotto la sede del rettorato, costringendo la polizia municipale a chiudere al traffico lungarno Pacinotti fino alle 2 di notte, sono stati circa 40 gli studenti rimasti a dormire sulle poltrone di palazzo alla Giornata: «Abbiamo occupato il rettorato in funzione simbolica - ha detto Fabio di Lettere -. La sensazione è stata positiva, siamo riusciti a creare un gruppo di aggregazione».  Mattia di Scienze ha ricordato che, nonostante il possibile passo indietro della maggioranza sul ddl per problemi di risorse, «c'è una spada di Damocle che pende sul futuro di tutti. Abbiamo occupato il rettorato per prendere voce in merito su questioni che ci riguardano ma su cui non veniamo mai interpellati. Il nostro obiettivo - ha aggiunto - è quello di ottenere una didattica che ci garantisca un domani».  Hanno espresso analoghe critiche i coordinatori del movimento studentesco Sinistra Per: «Siamo felici di questo slittamento del ddl. Ma anche se se la legge saltasse, l'università resterebbe allo sfascio. Siamo indignati della nota diffusa ieri dalla Conferenza dei rettori, preoccupati a loro volta dalla mancanza di fondi dichiarata dal governo, in cui si esprimeva "rammarico" per il fallimento della riforma Gelmini. Non siamo difensori dell'esistente, ed è necessario uno svecchiamento del mondo accedemico».  Dopo una manifestazione alla mensa di via dei Martiri, alle 16, su iniziativa degli studenti di Scienze (i quali, dopo lo spostamento del consiglio di facoltà dal 13 al 18, rimangono gli unici a cui le lezioni non siano ancora iniziate) la protesta studentesca si è trasferita in piazza Garibaldi con un presidio. Argomenti del dibattito sono stati il corteo del mondo scolastico previsto stamani con due concentramenti alle 9,30: in piazza Dante per gli universitari e in piazza Sant'Antonio per gli studenti medi. Inoltre, allo sciopero Fiom di domani a Roma parteciperanno circa 300 studenti pisani.

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