Sicurezza
«Non dovremmo più pagare le tasse»
Enrico Santus
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Uno studente parla allassemblea in piazza dei Cavalieri Gli studenti insoddisfatti della scarsa offerta didattica
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PISA. Gli studenti hanno le idee chiare. Questo si comprende dalla facilità con cui rilasciano - superato il primo imbarazzo - dichiarazioni su quello che sta accadendo all'università e sui motivi della protesta in atto. Davanti a palazzo alla Giornata, sede del rettorato, sono in centinaia, seduti sull'asfalto. Permettono il transito esclusivamente ai mezzi di soccorso e alle carrozze, ma solo perché i cavalli sono spaventati. «Peccato dovere essere nuovamente qui, perché significa che - nonostante la grande mobilitazione di due anni fa - poco è cambiato e c'è ancora molto da fare. Però bene che ci siamo e che siamo in tanti!» ci dice Francesca, al III anno di Lettere. «Non dovremmo più pagare le tasse» sostiene in maniera decisa Nicola, studente di Storia, il quale prosegue: «Rispetto a quando arrivai, cinque anni fa, l'offerta didattica è crollata, mentre le tasse sono aumentate. Per l'anno prossimo, poi, le previsioni sono ancora peggiori». Dalla scalinata del rettorato, intanto, uno studente chiama l'attenzione sul fatto che anche in Gran Bretagna si voglia proporre una legge per sostituire il diritto allo studio con prestiti d'onore che obbligherebbero quasi il 70% dell'attuale numero di studenti a riconsiderare la propria scelta. «Vorrei che si diffondesse a tutti i livelli della società, nonché in tutta la città, la coscienza che la nostra università così non può reggersi in piedi: i soldi non ci sono e senza soldi la didattica non può che essere dequalificata. Oggi siamo tanti e siamo forti, d'altronde tutte le ragioni stanno dalla nostra parte» afferma Riccardo, studente al terzo anno di Fisica. «Speriamo che qualcosa cambi» dicono Beatrice e Filomena di Economia le quali aggiungono che «forse non arriveremo a niente, ma noi dobbiamo esserci. È un nostro diritto e un nostro dovere». E alla domanda su cosa ne pensassero della proposta di Ateneo Studenti di riprendere le lezioni rispondono: «Purtroppo è una realtà molto forte nella facoltà di Economia. Nonostante ciò, nella nostra specialistica ci sono tanti problemi concreti che non possono essere ignorati: corsi che non partono o che sono stati eliminati, per cui non si può far finta di niente». Anche i diplomandi della Scuola Normale hanno deciso di redigere un appello alle alte cariche dello Stato che verrà letto il 18 ottobre 2010 al Teatro Verdi, durante la cerimonia di consegna dei diplomi alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
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