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Le lezioni a Scienze e Ingegneria ripartono il 25

E.S..

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 PISA. Ripercorriamo il quadro dello stato della protesta nelle varie facoltà dell'università di Pisa attraverso il racconto di alcuni responsabili del Coordinamento per l'Università Bene Comune, in particolare Alberto Campailla, coordinatore di Sinistra Per.  Nonostante il tentativo degli studenti di coinvolgere le istituzioni nella mobilitazione, nella facoltà di Giurisprudenza la programmazione didattica è stata approvata a inizio settembre. «Solo ora - racconta Alberto - si è creata un'assemblea permanente, trasversale ai gruppi organizzati, che vuole mettere insieme studenti, ricercatori e docenti».  Nella facoltà di Lettere, dove la programmazione didattica è stata approvata a maggio, una gran parte degli insegnamenti non sono partiti per l'indisponibilità dei ricrecatori. E la recente assemblea ha dato via ad una mobilitazione che ha portato all'occupazione simbolica dell'aula multimediale di palazzo Ricci.  Intanto, i ricercatori hanno fatto mancare il numero legale nel consiglio della facoltà di Economia. L'approvazione della programmazione didattica, sotto la pressione degli ordinari, ha messo in luce le difficoltà a offrire gli insegnamenti senza il contributo dei ricercatori: infatti, numerosi corsi non sono partiti.  Nell'ultimo consiglio di facoltà di Medicina non è stata approvata la programmazione didattica a causa di mancanza del numero legale. «Nonostante la lotta dei ricercatori, però, gli studenti non si sono mobilitati sufficientemente» fanno notare dal Coordinamento per l'Università Bene Comune.  Grande mobilitazione fanno invece registrare le facoltà di Ingegneria e di Scienze, dove c'è stata fin da subito un'indisponibilità dichiarata di quasi tutti i ricercatori strutturati, spesso appoggiati anche dagli studenti e da parte degli ordinari. A Scienze, il consiglio di facoltà ha deciso di rimandare l'approvazione della programmazione didattica sine die attraverso una mozione che dimostra la compattezza tra le varie categorie in questa facoltà. Verosimilmente, una programmazione parziale e frammentaria potrebbe essere approvata intorno al 25 ottobre.  A dimostrarsi fortemente unita è anche la facoltà di Ingegneria, dove le pressioni di preside e alcuni ordinari si stanno contrapponendo alla mozione in cui è stata deciso di non approvare la programmazione didattica. «La pressione - dice Alberto - è smorzata dalla forte mobilitazione degli studenti, che capiscono che una programmazione didattica non qualificata non ha senso». Intanto, paradossalmente, l'inizio delle lezioni è già stato deciso per il 20-25 ottobre, per cui si prospetta l'approvazione della programmazione entro la settimana prossima, «ma nessuno può garantirne la qualità» conclude il coordinatore di Sinistra Per.

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