Sicurezza
Impossibile tener puliti i canali
Elisa Piras
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Il presidente Luisa Azzena Allarme dal Consorzio fiumi e fossi: «Costa troppo»
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PISA. È allarme per la sicurezza idraulica del territorio pisano. A causa dell'inquinamento e delle normative ambientali, ci sono difficoltà per smaltire i fanghi di escavazione del letto dei canali in gestione al Consorzio "Fiumi e fossi". A spiegare il problema è Luisa Azzena, presidente del Consorzio. «Siamo costretti a chiedere - dice - una soluzione emergenziale di protezione civile: le operazioni di scavo fino ad oggi erano una questione di ordinaria amministrazione, ma i fanghi depositati dal fiume da rimuovere diventano un'attività straordinaria come costi e soluzioni tecniche. Dovremmo occuparci della bonifica come si trattasse di siti inquinati e ciò esula dalle nostre competenze». Il punto sta tutto nello smaltimento dei fanghi il cui accumulo porta rischi di esondazioni e allagamenti. Il Consorzio di bonifica gestisce una rete di corsi d'acqua minori che non comprendono l'Arno, il Serchio, il canale demaniale di Ripafratta e il canale di Navicelli. Il vicepresidente Carlo Monaco, parla di costi troppo elevati. «Si tratta di circa 100mila euro ogni 100 metri e l'urgenza di intervento è su ben 342 chilometri di canali, di cui alcuni improrogabili come la Fossa Chiara nel bacino d'Arno». Così il direttore del consorzio, Sandro Borsacchi e Luisa Azzena chiedono una soluzione agli enti locali. «Abbiamo segnalato il problema - dicono - anche alla Regione Toscana che si sta muovendo ma temiamo che i tempi vadano troppo per le lunghe. Il consorzio e altri istituti di ricerca stanno scandagliando varie tecniche di smaltimento meno costose ma dobbiamo avere l'aiuto da parte di altri enti». Un appello lanciato per tempo, in modo da sensibilizzare gli organi competenti a predisporre un piano di emergenza ed evitare rischi e disagi.
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