Il Tirreno

Pisa

Il parricida resta in carcere

Candida Virgone
I rilievi dei carabinieri la sera del delitto ad Agnano
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I rilievi dei carabinieri la sera del delitto ad Agnano

L'autopsia conferma il massacro con 50 coltellate

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 SAN GIULIANO. Resta in carcere Simone Greco, il ragazzo di 19 anni che domenica sera, in preda ad un raptus, ad Agnano ha ucciso a coltellate il padre Michele, 54 anni, sottufficiale dell'aeronautica. Ieri pomeriggio al Don Bosco, davanti al gup Guido Bufardeci, al pm Aldo Mantovani ed al legale di fiducia del parricida, l'avvocato Silvia Davini, si è svolta l'udienza di convalida.  Un'udienza durata in tutto dieci minuti, il tempo, per il giudice dell'udienza preliminare, di accogliere la richiesta di convalida della custodia cautelare in carcere. Un atto abbastanza scontato, anche perché Simone, le cui condizioni psicologiche sono apparse precarie, è abbastanza seguito, dal momento che è ricoverato nel centro clinico del carcere e tenuto sotto osservazione dai medici. Ieri mattina, inoltre, è iniziato sul corpo del maresciallo Michele Greco l'esame autoptico, affidato dalla procura al professor Luigi Papi, dell'istituto di medicina legale della nostra università. È stato un esame abbastanza lungo, che si è protratto fino al tardo pomeriggio, per quanto tutto in questo delitto appaia, purtroppo, fin troppo chiaro. La perizia medico-legale ha confermato che ad uccidere il sottufficiale dell'aeronautica è stato un elevato numero di coltellate, alcune delle quali, le iniziali, in parti vitali e tali dunque da cagionare la morte in tempi rapidissimi, senza dare al povero padre, comunque disarmato ed aggredito anche alle spalle e perfino una volta a terra, il tempo di azzardare una difesa e neanche di chiedere aiuto, come aveva cercato di fare nel disperato quanto vano tentativo di fuga finale.  La salma sarà restituita alla famiglia nella giornata di oggi ed il funerale dovrebbe essere fissato per domani. Si tratterà di una cerimonia in forma privata che comunque si terrà nel sacrario di Kindu, a due passi dalla 46ª Brigata aerea, dove si era svolta tutta la carriera di Michele. Le ulteriori indagini della procura e degli inquirenti sono rivolte ora ad una ricostruzione più puntuale di quei minuti fatali in cui è maturata la tragedia che doveva cambiare completamente la vita di questa famiglia, trascinandosi via un padre ed un figlio. Se l'assalto sia venuto fuori dal nulla, dal rimuginare la varie fasi di quella domenica trascorsa insieme a ragionare di vita e futuro, o se ci sia stata un'altra molla scatenante che abbia armato la mano di Simone a pochi passi da casa, quando la gita era ormai giunta al termine.

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