Attenzione
Oggi Simone compare davanti al gup
Candida Virgone
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I rilievi sul luogo del delitto e di lato la vittima Michele Greco Udienza di convalida per il parricida, accusato di omicidio volontario aggravato
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PISA. Questo pomeriggio alle 3 si terrà, davanti al gup Guido Bufardeci, l'udienza di convalida per Simone Greco, il ragazzo di 19 anni che in un raptus, domenica sera, ha ucciso il padre Michele, 54 anni. Il giovane sarà ascoltato in carcere davanti al pm Aldo Mantovani e al suo legale di fiducia, l'avvocato Silvia Davini. Gravi le accuse con cui il ragazzo è finito in carcere prima dell'alba di lunedì, al termine di una notte difficile e tormentata, quella in cui, dopo aver ucciso il padre, ha confessato l'omicidio. Deve rispondere infatti di omicidio volontario aggravato dal rapporto diretto di parentela. Le indagini, che sono state condotte dai carabinieri del comando provinciale, dal reparto operativo, da quello investigativo e dalla compagnia, cercano di ricostruire le varie fasi del delitto, sia sulla base della confessione resa dal ragazzo, che dai riscontri obiettivi trovati al suo racconto, un racconto che comunque presenta ancora alcuni lati oscuri. Simone, nel suo delirio, non ha saputo spiegare con chiarezza tutte le varie fasi dell'agguato e soprattutto le motivazioni dell'assalto finale, a pochi passi da casa, al termine di una giornata che aveva avuto, sì, è vero, dei momenti di tensione, durante il lungo chiarimento fra padre e figlio e la stesura di nuovi progetti di una vita da ricominciare, ma aveva avuto anche attimi di serenità e tranquillità. Il fratello Stefano, 26 anni, nato dal primo matrimonio dell'uomo, li aveva chiamati infatti poche ore prima e li aveva sentiti sereni, distesi. Forse, aveva pensato, quella gita domenicale fuori porta era proprio quello che ci voleva. Nessuno poteva immaginare quello che sarebbe successo a pochi passi da casa, quando padre e figlio erano quasi giunti a destinazione. Il ragazzo negli ultimi anni era cambiato, aveva abbandonato gli studi, fermandosi alla terza classe, indirizzo meccanico, dell'Istituto professionale per l'industria e l'artigianato Fascetti. Poi si era iscritto al Pesenti di Cascina, ma non aveva mai ricominciato a frequentare. Eramo seguite lunghe pause, tanti momenti fuori di casa, con amicizie nuove, che i genitori non condividevano, e alla fine della primavera, i familiari avrebbero fatto un'altra terribile scoperta, che forse era la chiave di lettura di tanti momenti di crisi e di difficoltà: l'abuso di sostanze stupefacenti, tante, diverse. Simone negli ultimi tempi era marcato stretto: i genitori erano ricorsi al Sert e ai servizi psichiatrici territoriali, da cui il giovane era seguito con attenzione. Durante l'estate c'era stato anche un ricovero di un mese in clinica psichiatrica ed oggi ci si chiede se effettivamente Simone, uscito da pochi mesi dall'ospedale, non avrebbe dovuto, invece, essere ancora sottoposto a cure.
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