Il Tirreno

Pisa

Denunciata maitresse sudamericana

Viveva a Pisa e dirigeva un giro di case squillo a Lucca

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 PISA. Sventato a Lucca un giro di falsi matrimoni tra l'Italia e il Sudamerica che arrivava anche a Pisa e che portava ad alimentare un giro di prostituzione. Con due avvenenti sudamericane che si avvicendavano in due appartamenti del centro storico lucchese e di S. Anna, e per non farsi riconoscere, usavano grandi occhiali da sole e tinture per capelli dagli improbabili colori. Il giro di prostituzione, che si sarebbe sviluppato anche attraverso uan maitresse sudamericna che vive a Pisa, è emerso quando alla Mobile lucchese varie persone hanno denunciato in appartamenti vicini ai loro uno strano via-vai, soprattutto di pomeriggio, con rumori inconfondibili, cigolii di letti e gemiti. Gli inquirenti hanno subito pensato a case di appuntamenti, ma bisognava provare che lì non solo ci si prostituiva, ma c'era anche chi si arricchiva. La Mobile ha così sorvegliato le due case, frequentate da uomini adulti che, convocati in questura, hanno confermato di andare lì per consumare rapporti sessuali a pagamento - la tariffa era tra i 50 e i 100 euro - e che avevano contattato le signore dopo aver letto degli annunci.  L'indagine è arrivata sulle tracce di una dominicana di 26 anni, contattata in patria da una conoscente che le aveva offerto la possibilità di un matrimonio di convenienza con un italiano, per ottenere il permesso di soggiorno e poter lavorare in Italia sistemandosi definitivmente. Spinta dalla necessità di mantenere il figlioletto - rimasto con i nonni a casa - la ragazza ha accettato e si è sposata a Torino con un italiano, un drogato pagato alcune migliia di euro da un pregiudicato di 52 anni. Ma quando la dominicana è arrivata a Torino il presunto marito e sparito e lei è stata costretta a prostituirsi per ripianare il debito di circa 12mila euro contratto con la connazionale che le aveva anticipato le spese per il finto matrimonio.  La dominicana dapprima si è prostituita a Torino e poi a Lucca. Qui, in una delle due case, è stata trovata dalla polizia; in questura, dove è stata ascoltata, le hanno spiegato che denunciando i suoi aguzzini poteva uscire dal giro. Ha accettato ed è stata affidata ad un'associazione di volontariato che ne ha curato la protezione e il reinserimento sociale. E la sua testimonianza ha portato alla denuncia del finto marito, del torinese che lo aveva pagato per prestarsi alla sceneggiata, di due maitresses dominicane di 32 anni, residenti a Pisa e Livorno e in contatto con il giro di Torino e, infine, del gancio dominicano, la donna che aveva arruolato la giovane.

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