Il Tirreno

Pisa

Ricercatori senza futuro

Daniela Salvestroni
Un gruppo di ricercatori della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa
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Un gruppo di ricercatori della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa

Pisa, 35 "cervelli" del Sant'Anna: siamo su un binario morto

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PISA. Trentacinque ricercatori a tempo determinato della Scuola superiore Sant'Anna di Pisa sono senza prospettive di carriera alla scadenza del contratto. Con l'approvazione del disegno di legge Gelmini non potranno infatti competere con i ricercatori a tempo indeterminato per diventare professori associati.

Il provvedimento potrebbe bloccare la carriera di 900 ricercatori a tempo determinato, istituiti dalla riforma Moratti a partire dal 2005, che lavorano nelle università italiane. Alla Scuola Sant'Anna i 35 a rischio rappresentano un terzo del personale docente. «Siamo stati lasciati su un binario morto - dichiarano i ricercatori a tempo determinato - Dopo anni di lavoro nella ricerca saremo costretti ad andare all'estero oppure a cambiare mestiere». «In questi anni - spiega un altro, Federico Tamagni - i ricercatori a tempo determinato hanno coordinato progetti nazionali e internazionali, sono stati autori di seicento pubblicazioni negli ultimi tre anni, di cui quattrocento a livello internazionale, hanno avuto la responsabilità di laboratori e sono stati coinvolti nell'attività didattica».

La storia di Vittoria Raffa, 33 anni, originaria di Reggio Calabria, laureata a Pisa in ingegneria chimica, è emblematica. «Sono coordinatrice del progetto europeo Marvene sulle nanotecnologie per promuovere la rigenerazione nervosa. Un progetto da un milione e mezzo di euro partito nel settembre 2009, della durata di tre anni, in collaborazione con università di Spagna, Inghilterra e Germania. Se io non avrò un futuro, il progetto cadrà con me. Il paradosso è che l'Unione europea ritiene che io possa equivalere a un professore associato, mentre il governo italiano reputa che io non abbia i requisiti per partecipare alla pari con i ricercatori a tempo indeterminato al processo di reclutamento dei professori associati».

In pratica i 35 ricercatori chiedono di poter partecipare al concorso per professore associato. «Di fronte alla prospettiva di dover ripartire dall'assegno di ricerca - spiega Vittoria Raffa - non chiediamo agevolazioni, ma soltanto di poter partecipare ai concorsi insieme ai 25mila ricercatori a tempo indeterminato». Quando l'età media dei ricercatori è di 35 anni, non è facile ripartire da zero oppure decidere di andare all'estero.

Pietro Dindo, 33 anni, originario di Milano, a Pisa ha messo su famiglia. «Dopo la laurea in fisica conseguita a Milano - racconta - ho vissuto quattro anni ad Amsterdam per il dottorato. Dal 2007 sono alla Sant'Anna come ricercatore a tempo determinato nel settore di economia. Dopo tre anni di lavoro non posso ricominciare da zero, ma anche decidere di trasferirmi di nuovo in Olanda è diventato difficile: adesso ho la mia famiglia con due figli nati a Pisa». La mozione presentata dal rappresentante dei ricercatori a tempo determinato è stata approvata all'unanimità dal Senato accademico della Scuola Sant'Anna venerdì scorso, su richiesta del direttore Maria Chiara Carrozza e con l'appoggio del presidente Riccardo Varaldo.

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