Il Tirreno

Pisa

Poche case e silenziosa, ora in via Santi Vecchi solo dolore e sgomento

Giovanni Parlato
Via Santi Vecchi, una strada sterrata sotto Agnano
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Via Santi Vecchi, una strada sterrata sotto Agnano

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 AGNANO. Via Santi Vecchi è una strada intorno ad Agnano. Il paese resta più in alto, mentre la via si divide in due tronconi, una parte sterrata e l'altra asfaltata. Poche case circondate da campi e da olivi.  Michele Greco abitava in un casolare ristrutturato da una dozzina d'anni. Un edificio colore rosa con sei condomini. Il maresciallo dell'aeronautica viveva al piano terra insieme alla convivente, Angela Testai, dipendente delle Terme di San Giuliano, e il figlio Simone.  Dopo la notte di domenica, illuminata dai lampeggianti dei carabinieri e dalle cellule fotoelettriche intorno al luogo del delitto, emerge la verità più cruda e terribile. Ad uccidere Michele Greco non sono stati due extracomunitari, ma il figlio. È stato lui stesso, Simone, a crollare davanti ai carabinieri e ieri la notizia si è sparsa in via Santi Vecchi.  Nella parte asfaltata della via, ci sono le macchie di sangue ancora sulla strada. I carabinieri, la notte prima, durante il sopralluogo, le hanno evidenziate con un cerchio bianco di gesso che vanno nella direzione di una casa che si trova lì vicino. Il padre ha cercato di chiedere aiuto agli abitanti di quella casa, non c'è arrivato. Il figlio si è accanito contro di lui e il padre è stato trovato morto con il corpo in parte sull'asfalto e in parte sull'erba ai bordi della strada.  Sul ciglio della via, troviamo anche una garza sporca di sangue: deve essere stata utilizzata dal medico del 118 nel disperato tentativo di salvare la vita al maresciallo dell'aeronautica.  Facciamo due passi verso la casa che si trova lì vicino.  Un signore al piano terra apre la porta e dice che lui, la sera prima, era rientrato alle 10,30 «ed era già successo tutto».  Un'altra vicina, che invece era in casa, dice di non avere visto e di non avere neanche sentito niente: «C'era vento e stavo guardando la televisione. Non ho sentito voci, urla o altro. Ad un certo punto, ho visto quelle luci in strada e sono scesa. C'era un'ambulanza».  Via Santi Vecchi si arrampica sopra in un tratto non asfaltato. Qui si trova il casolare ristrutturato dove abitava la vittima. Da una casa a fianco, esce una donna che lavora in una casa. «Sono sconvolta», dice. Del ragazzo non dice nulla se non che «ascoltava la musica ad altissimo volume, qui lo sentivano tutti».  Angela Testai, la sera della tragedia, non era in casa e, avvisata, è giunta poco dopo sul posto. Si è trovata di fronte al corpo massacrato del suo compagno. Il figlio era sul luogo e raccontava che due marocchini li avevano aggrediti. Una versione che non ha trovato riscontri nell'immediatezza e neanche dopo.  

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di Redazione Pisa