Gioco
Corteo a Lettere. E il preside attacca: «Il ddl Gelmini fa schifo»
Chiesto lo stop alle lezioni gli studenti sul piede di guerra
Gennaro Di Biase
◗
Gli studenti della facoltà di Lettere hanno occupato latrio del rettorato 1 MINUTI DI LETTURA
PISA. Non si fermano le proteste all'Università. Gli studenti di Lettere, i cui corsi sono iniziati il 4 ottobre, oggi chiederanno al preside Alfonso Iacono il blocco della didattica. Dopo l'assemblea mattutina di ieri, in 60 sono partiti da via Santa Maria e nel pomeriggio hanno occupato l'atrio del rettorato, dando vita ad un dibattito sulle condizioni disagiate in cui ha avuto inizio l'anno accademico. Tornati a Palazzo Ricci, i manifestanti hanno scritto un documento da consegnare a Iacono, in cui chiedono la sospensione delle lezioni ed un consiglio di facoltà urgente. A Lettere i corsi in meno rispetto all'anno scorso non si contano più: 23 ricercatori hanno aderito alla protesta contro il ddl Gelmini e altri 48 saranno mandati in prepensionamento dal 1º novembre. A questi tagli si aggiungono problemi organizzativi, incertezze su aule ed orari. Le matricole sono nel panico, i più esperti fanno fatica ad orientarsi. Gli studenti lamentano la didattica scarna (mancano alcuni insegnamenti fondamentali come Archivistica, c'è Lingua Araba 2 ma manca Lingua Araba 1) e valutano l'ipotesi di non pagare le tasse, dato che l'offerta di studio promessa in estate era molto diversa dalla realtà attuale. In assemblea Iacono ha stroncato la riforma: «Il ddl Gelmini fa schifo! La sinistra si è accordata e non ha mai proposto un disegno di legge alternativo».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
