Finanza
La decisione dopo uno scontro fra unauto e uno scooter: la compagnia aveva già offerto un equo indennizzo
Voleva il risarcimento, dovrà pagare lui
Antonio Scuglia
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Unaula di giustizia Il giudice respinge la richiesta di un pisano nei confronti dell'assicurazione
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PISA. L'assicurazione ti ha offerto una cifra decente dopo il sinistro? Se ritieni di poter ottenere di più ma non ne sei sicuro, forse ti conviene accontentarti. Dopo una recente sentenza del giudice di pace pisano Dario Bongiorno, il suo collega Mario Casella conferma la linea della magistratura pisana sui risarcimenti da sinistro stradale (sentenza 1668/2010). Il caso discusso riguarda la citazione di un pisano contro una compagnia di assicurazioni, difesa dall'avvocato Mazzoni. Il conducente di un'auto, cliente di questa assicurazione, nell'agosto 2008 aveva avuto uno scontro con lo scooter del figlio del ricorrente. Dalle risultanze processuali è emerso che, in occasione dell'incidente, avvenuto in un parcheggio, le modalità non furono chiarite: l'automobilista asserisce di aver posto in essere la manovra di avvicinamento allo stallo di sosta dopo aver inserito l'indicatore di direzione, quando è entrato in collisione con il ciclomotore che lo stava superando sulla destra. Il magistrato quindi attribuisce la responsabilità del sinistro in percentuale paritaria ai contendenti. E scrive: «Il comportamento dell'Ente assicurativo è stato veramente appezzabile. Infatti, a poca distanza di tempo dall'incidente ha erogato al proprietario del ciclomotore la cifra di € 313,00 corrispondente alla metà della somma dovuta per la riparazione che era stata concordata tra il proprio perito e la carrozzeria operante, al netto d'Iva in quanto non si era ancora proceduto alla riparazione del mezzo». All'emissione della fattura, però, la cifra è risultata superiore a quella concordata, ammontando a 854 euro. Alla nuova richiesta dello studio di infortunistica «l'assicurazione ha tributo una seconda dazione che, a fronte di debenza di 114 euro, stata arrotondata, pro bono pacis, addirittura ad 150 euro. Non si vede pertanto a quale a quale titolo venga richiesta una ulteriore dazione di denaro». La domanda è stata quindi rigettata e l'attore dovrà anche pagare la cifra di 1.200 euro al difensore della controparte.
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