Sicurezza
Miccoli non ha sfondato a Medicina
Gianluca Campanella
Facoltà disunite al voto, così sono saltate le previsioni
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PISA. In un'elezione vinta per sette preferenze in più rispetto alla maggioranza richiesta, ogni singolo voto è determinante. Ma si può dire che il rettore - Massimo Augello, preside di economia - è stato "deciso" dalle facoltà di medicina e ingegneria al primo turno. Infatti, basta ricordare che i due presidi di quelle facoltà, a metà settembre, avevano firmato per la candidatura di Paolo Miccoli, medico; e quello di scienze per Nicoletta De Francesco. Queste tre sono le facoltà più numerose dell'ateneo. E quando un preside scende in campo si presume che la sua facoltà si muova, se non compatta, almeno molto indirizzata verso un candidato. Facendo i conti, si vede allora che il 23 settembre (il primo turno) a Miccoli e a De Francesco sono mancati quasi la metà dei voti che potevano pescare dai rispettivi bacini "amici". Al secondo turno, le novità sono tante. In primo luogo, si è ritirata la prorettore alla didattica. Poi, Sinistra per, che si era astenuta al primo turno, ha votato per Augello. E l'affluenza è cresciuta dell'11%. Invece, il numero di schede bianche è rimasto stabile: si possono identificare come espressione degli elettori rimasti orfani di Antonio Lucacchini, che non è riuscito a candidarsi. Al netto di tutti questi dati, ci si poteva aspettare una crescita per entrambi i candidati rimasti in corsa, un po' più alta per Augello, contando le 50 nuove preferenze della lista studentesca. Allora la matematica ci dice che De Francesco, in virtù del ticket con il preside d'economia, è riuscita a portargli in dote tra il 60 e il 70% dei consensi ottenuti il mese scorso. E ciò non era scontato, perché si sa che in "politica" le alleanze non implicano la somma aritmetica dei voti. In conclusione: Augello è andato sempre bene. E Miccoli ha "costruito" la sua sconfitta al primo, non sfondando a medicina.
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