Il dolore
Indennità, il rebus dei tagli
◗
Una seduta del consiglio comunale In bilico la sforbiciata ai costi della politica
2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Entro il 30 settembre era atteso il decreto attuativo che, all'interno dei provvedimenti del ministro Brunetta, avrebbe dovuto spiegare come tagliare nuovamente le indennità degli amministratori, abbassando i costi della politica negli enti locali. Ma i termini sono scaduti e questo decreto non è arrivato. I tagli erano programmati in base alla popolazione dei territori amministrati e in base ai vari enti. Per un Comune come quello di Pisa si prevedeva un taglio delle indennità del 10%. Per la Provincia invece un taglio nell'ordine del 3%. Ma cosa accadrà ora? Si resta in attesa del decreto che dovrà definire, uguali per tutti, i compensi base su cui attuare i tagli. Perchè nel frattempo, dopo il taglio del 10% nel 2007 e quello di qualche mese dopo, in teoria gli amministratori avrebbero potuto rialzare i propri compensi. Cosa che non è avvenuta né al Comune, nè alla Provincia di Pisa dove le indennità sono rimaste sempre quelle decurtate a suo tempo. «I tagli saranno del 10% dall'inizio del mese di gennaio 2011», preannuncia Giovanni Viale, assessore comunale al bilancio, il quale spiega: «Il decreto attuativo doveva stabilire il taglio sulla base di parametri definiti dal ministero. Ma questi parametri non sono stati analizzati e di conseguenza i tagli non ci saranno subito da ottobre, ma dall'inizio del prossimo anno. Infatti, il decreto legge n. 78 è stato poi convertito in legge 122 in cui si dice chiaramente che i tagli alle indennità degli amministratori comunque saranno realizzati a partire dal 1 gennaio 2011. Invece di partire da ora, per cui si prevedeva un taglio del 7%, si partirà con tre mesi di ritardo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
