Gioco
Ricercatori sul piede di guerra
Ateneo, notte bianca contro il ddl Gelmini
Gennaro Di Biase
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PISA. Dottorandi, studenti, ricercatori e qualche docente hanno dato vita a una notte di musica e protesta per combattere il disegno di legge Gelmini e le sforbiciate da 1,3 miliardi della finanziaria, che rischiano di mandare in crisi l'università. Nei giorni scorsi l'ateneo pisano si è mostrato tra i più mobilitati contro la riforma e alla notte bianca si contavano più di 400 presenze da ogni facoltà. «Se passa la legge - ha detto Carmelo Calabrò, ricercatore di Scienze politiche - ci troveremo con un'università spaccata tra poteri forti e deboli». Nelle facoltà di Scienze e Ingegneria la didattica è ferma. L'11 ottobre per gli ingegneri è fissata una riunione per approvare una programmazione ridotta: insegnamenti messi al bando (come disegno dell'architettura) e corsi accorpati (come analisi matematica). A Lingue l'inizio delle lezioni è slittato all'11, stessa data in cui si parte a Storia. Venendo ai dati, il bilancio annuo dell'ateneo pisano è stato di 390 milioni, di cui solo 16 sono stati investiti in didattica e ricerca. A causa dei tagli, nel 2012 potrebbe verificarsi un buco di 62 milioni. In attesa anche di risposte dal nuovo rettore, si è deciso di riaffrontare la questione in un'assemblea di ateneo, fissata probabilmente per il 12.
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