Sicurezza
Sette finalisti per la scultura in piazza San Silvestro
Scelti i bozzetti per l'opera d'arte davanti alla prima sede della Normale
2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Sono sette i bozzetti scelti per un'opera d'arte che sarà collocata di fronte alla prima sede della Normale, in piazza San Silvestro, per celebrare i 200 anni di vita della celebre Scuola voluta da Napoleone nel 1810. I bozzetti saranno esposti da martedì prossimo a domenica 31 ottobre, con ingresso libero (orario 10-18) al palazzo Blu, in lungarno Gambacorti. Per la realizzazione dell'opera è stato bandito un concorso di idee fra diciotto scultori, scelti fra artisti di fama mondiale provenienti da vari paesi, fra i quali la commissione giudicatrice, composta da direttore della Normale prof. Salvatore Settis, dall'arch. Pio Baldi, dal prof. Antonio Paolucci Direttore Generale dei Musei Vaticani e dai professori Howard Burns e Flavio Fergonzi, ha selezionato i sette finalisti: sono Paolo Delle Monache, Antony Gomley, Ron Mehlman, Igor Mitoraj, Anne e Patrick Poirier, Giuseppe Spagnulo e Ivan Theimer. Tra una settimana la giuria sceglierà il bozzetto vincitore, da cui verrà ricavata l'opera che sarà realizzato a cura e a spese della Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa. L'iniziativa è stata presentata ieri al palazzo Blu dal presidente della Fondazione Cosimo Bracci Torsi, dal direttore della Normale Salvatore Settis e dall'architetto Pasqualetti, in rappresentanza del Comune. «Duecento anni fa - ha detto Bracci Torsi - Napoleone trasferì a Parigi due preziosi dipinti di Cimabue e Giotto che appartenevano alla chiesa di San Francesco a Pisa, allora sottoprefettura del Dipartimento Mediterraneo dell'Impero Francese. I dipinti non furono mai restituiti e si trovano oggi al Louvre. Napoleone lasciò però alla città una sua eredità, fondandovi il 18 ottobre 1810, la Scuola Normale Superiore sul modello della Ècole Normale Supérieure di Parigi, e dotando Pisa di un'istituzione destinata a divenire uno delle più importanti officine culturali italiane». «La Normale - ha aggiunto Bracci Torsi - è oggi uno dei beni di maggior valore del patrimonio cittadino ed un'eccellenza famosa nel mondo. Per questo avevamo prospettato al direttore Settis il desiderio di contribuire a ricordarlo, attraverso un'opera importante nel patrimonio vivo della comunità pisana per il suo presente e il suo futuro. Accogliendo il suggerimento di Settis, la Fondazione ha quindi deliberato di donare alla Scuola e alla città un'opera d'arte realizzata per l'occasione». Il prof. Settis ha ringraziato la Fondazione, ribadendo lo stretto legame tra essa e la Normale che dura da vent'anni. «Per la prima volta - ha detto Settis - siamo riusciti a far decollare una proposta che riguarda il mondo dell'arte contemporanea, di cui la città di Pisa ha ben poco».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
