Il Tirreno

Pisa

Roméo et Juliette, un'opera "giovane" con tanti esordienti

Candida Virgone
Un momento delle prove al Verdi
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Un momento delle prove al Verdi

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 PISA. Sarà una vera premiére. Una prima volta per tutti. La prima volta che a Pisa si rappresenta «Roméo et Juliette» di Gounod, la prima volta per il direttore d'orchestra, Michele Rovetta, la prima volta in questo contesto per il regista Andrea Cigni (che ha avuto un successo enorme ed un premio con la regia di «Paride ed Elena») e la prima volta di Claudio Proietti come direttore musicale. Infine un debutto per la maggior parte dei cantanti in scena. La stagione d'opera alza il sipario (sabato alle 20.30 e domenica alle 16) su un cast interamente di giovani (l'età media fra tutti è di 32 anni) per l'immortale opera shakespeariana dedicata ai giovanissimi innamorati veronesi.  A presentare la prima in calendario per la stagione, ieri mattina, al Verdi, con Proietti e il vicepresidente della Fondazione, Massimo Messina, c'erano Cigni e Rovetta.  «La rappresentazione - ha spiegato Messina - è un nuovo allestimento del Teatro in coproduzione con l'Alighieri di Ravenna, il Teatro Sociale di Rovigo e il Centro per i servizi culturali Santa Chiara di Trento. Un calendario che, nonostante le oggettive difficoltà economiche, continua a puntare alla qualità». Ma quanto costa questa stagione? Un milione e trecentomila euro in toto, trecentomila e rotti per la prima opera, considerando che la rappresentazione negli tre teatri avrà ovviamente un ritorno.  «Un investimento importante - ha detto Proietti - che il teatro ha sostenuto con sacrificio e che ha vissuto momenti di vero panico: inizialmente sulla scena sarebbe dovuta andare una produzione straniera ingestisbile economicamente. Ma nessuno si è arreso e alla fine la produzione si è fatta in casa con forze giovani e decise: non solo Cigni e Rovetta, motivati e in perfetto accordo, ma anche l'Ort, che inaugura il nuovo protocollo con i tre teatri della costa e un Coro, il Coro di Toscana, ex Città Lirica, di provata competenza.  C'è un'altra novità in questa prima volta di «Roméo et Juliette» a Pisa, come ha ricordato Rovetta: sarà infatti una delle poche rappresentazioni integrali, perché negli anni quest'opera raffinata, ma impegnativa e corposa, ha subito tagli e modifiche, con differenti versioni finali. Un impegno anche non da poco per i cantanti.  Cigni ha sottolineato in primis «la gioia di lavorare con interpreti giovani, ma soprattutto, disposti a tutto, impegnati tanto nel canto quanto nella recitazione in un'opera difficile e mossa, che sanno giocare con intelligenza con le emozioni loro e quelle degli spettatori». Bravi artisti insomma a tutto tondo. La scena è racchiusa in una sorta di scatola blu in cui lo spazio, mosso dal movimento di una serie di porte che si aprono e si chiudono, è disegnato dalle variazioni di intensità della luce, in cui la musica resta comunque indiscussa protagonista. Blu come il colore del cielo e della sera, perché Cigni vede la bella storia romantica e tragica dei due adolescenti veronesi non rossa, come echeggia il tragico bagno di sangue finale, bensì blu, il blu della notte, il blu della libertà, il blu del sogno.  

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