Sicurezza
«Pagheranno le classi più deboli»
G.P.
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Andrea Pieroni Il presidente Pieroni: perderemo cinque milioni
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PISA. «La manovra 2010 è tra le più inique e squilibrate degli ultimi anni per la "scientificità" con la quale ha colpito soprattutto le classi più deboli. Saranno i cittadini a pagare parte delle conseguenze della riduzione dei trasferimenti agli enti locali». Questo è il severo commento di Andrea Pieroni, presidente della Provincia di Pisa, dopo il drastico taglio annunciato dal presidente regionale Enrico Rossi. L'amministrazione provinciale, tra l'anno in corso e l'anno che verrà, perderà cinque milioni di euro «che si tradurrà - spiega Pieroni - in una drastica caduta della capacità degli enti locali di erogare servizi». A questa situazione che non volge all'ottimismo, si aggiungono i criteri di applicazione del patto di stabilità, ovvero il meccanismo che definisce i termini dell'impegno del Paese in ordine agli equilibri finanziari europei. Criteri che Pieroni definisce «assurdi in quanto Province e Comuni ne chiedono gli adeguamenti necessari per non dover tenere immobilizzate risorse preziose, che sono in loro possesso, ma che, paradossalmente, non possono essere utilizzate in virtù dei vincoli contabili stabiliti, nel nostro Paese, dalle modalità d'attuazione del patto stesso: e questa mancata possibilità di impiego colpisce ulteriormente la capacità d'intervento degli enti locali già penalizzati dalla finanziaria». Ma veniamo al nodo. In questo quadro, domandiamo, quali saranno i settori colpiti? E la risposta è lapidaria: «Tutti». Per poi aggiungere: «Ma gli effetti peggiori si avvertiranno ovviamente sui terreni più sensibili e delicati per le famiglie. Alcune parole chiave per capirci sono viabilità, scuola, trasporto pubblico, salvaguardia del territorio». Andando più nel particolare, il presidente della Provincia specifica che «sulle strade avremo minori investimenti, ma anche minori capacità di semplice manutenzione: cura dei manti asfaltati, taglio dell'erba ai bordi delle carreggiate e così via. E una rete stradale sofferente è un nervo scoperto nella qualità della vita dei cittadini: in termini di sicurezza, ovvio, ma anche di scorrevolezza del traffico». E sulla scuola? «La situazione in cui si trovano gli istituti e lo scenario che si delinea per i prossimi anni in virtù della razionalizzazione varata dal ministero sono sotto gli occhi di tutti». Quindi, Pieroni tocca il settore che al momento appare il più fragile: il trasporto locale. «La manovra - dice il presidente - prevede in questo settore, per la Toscana, tagli di risorse tra il 30 e il 40%. Ciò si tradurrà in inevitabili diminuzioni delle corse degli autobus Cpt (con conseguenze sulle quote occupazionali) e dei treni; nonché in ineludibili aumenti tariffari». Infine, non va dimenticata la salvaguardia del territorio dal rischio idraulico. Le imprese di Migliarino e i nuclei familiari del comune di Vecchiano non hanno dimenticato il Natale dell'anno scorso quando il Serchio ruppe l'argine. I tagli si ripercuoteranno anche su quest'aspetto. «Verremo messi nelle condizioni - è l'amara conclusione di Pieroni - di non poter eseguire lavori necessari come quelli, ad esempio, per la sicurezza dei bacini più bisognosi, a cominciare proprio dall'area del Serchio».
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