Il Tirreno

Pisa

La notte bianca dei ricercatori contro la riforma degli atenei

Gennaro Di Biase
La notte bianca dei ricercatori contro la riforma degli atenei

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 PISA. Il terzo giorno pisano contro il disegno di legge Gelmini è proseguito... anche al buio. Proteste notturne da parte di studenti e ricercatori, che ieri sono stati più uniti che mai per minare una riforma che, secondo loro, mina l'Università italiana. La notte bianca in Sapienza ha fatto seguito alle mobilitazioni di lunedì e martedì: dopo i cortei di protesta in centro, l'apertura dei dipartimenti alla facoltà di Ingegneria, le lezioni all'aperto tenute dai docenti di Giurisprudenza, la trentasei ore di lotta accademica si è chiusa con un'assemblea nel cuore della città e dell'ateneo.  La giornata ha avuto inizio alle 10 presso la facoltà di Scienze dell'ex Marzotto, sede simbolo della protesta, sia perché è un luogo storico dell'ateneo, sia perché lì i corsi sono ancora fermi. Almeno 120 studenti hanno seguito le lezioni di 4 ricercatori sul ddl Gelmini e sugli acceleratori di particelle. Dopo un pranzo collettivo di autofinanziamento, alle 18 c'è stata grande affluenza anche per la lezione «sull'arbitrarietà attuale della meritocrazia universitaria».  La protesta si è poi trasferita in Sapienza, dove ha avuto luogo un presidio notturno (organizzato dal Coordinamento Università Bene Comune e dal movimento Sinistra Per) che ha coinvolto un numero altissimo di universitari da tutto l'ateneo. Alle 20 aperitivo cena e spettacolo teatrale messo in scena dai giovani del teatro Verdi. Dalle 21.30 fino a notte fonda si è discusso dei problemi che affliggono l'intero mondo scolastico e si è annunciata una massiccia partecipazione degli studenti pisani per la manifestazione romana della Fiom il 16 ottobre. Due giorni prima di quella data, l'attesa discussione del ddl Gelmini alla Camera avrà probabilmente deciso l'esito delle proteste.

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