Attenzione
Sei spettacoli per i Teatri di confine
Elisa Piras
La rassegna d'avanguardia alla quarta edizione
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PISA. Dal 14 ottobre al teatro Sant'Andrea e al cinemateatroLux tornano "I teatri di confine" (quarta edizione): sei spettacoli che sono una finestra sul teatro contemporaneo. Già da alcuni anni Pisa si sta imponendo a livello regionale come principale teatro d'avanguardia italiano, grazie a questa rassegna progettata e realizzata dalla fondazione Toscana Spettacolo, resterà in scena fino al 16 novembre. L'edizione 2010 offre un calendario di tutto rispetto grazie alla presenza di gruppi che fanno da capofila nel teatro d'avanguardia. Si tratta di una carrellata di sei spettacoli che mettono in scena punti di vista alternativi della nostra contemporaneità. I primi 3 spettacoli si faranno al teatroLux: si parte con Babilonia Teatri e il loro the End il 14 ottobre; Fanny&Alexander con West il 22 ottobre; Musella e Mazzarelli con FiglidiunbruttoDio il 18 ottobre e la Compagnia Biancofago che propone Fragile Show il 4 novembre. Gli ultimi due spettacoli al teatro Sant'Andrea: Il Teatro Giullare con La stanza, il 9 novembre e il 16 dello stesso mese il pluripremiato Massimo Civica, porterà in scena "Un sogno nella notte dell'estate" (prima rappresentazione toscana). «La rassegna del teatro sperimentale non è più per un pubblico di nicchia. Sono tutti degli spettacoli interessanti e di qualità con una grande ricchezza di rivisitazioni letterarie», così l'assessore Silvia Panichi ha concluso la presentazione del carnet teatrale. La quarta edizione di Teatri di Confine diventa un'importante scommessa a causa delle problematiche economiche che stanno affrontando Il CinemateatroLux e il Sant'Andrea. Tra le varie voci, quella del direttore artistico Paolo Pierazzini: «I nostri teatri devono sopravvivere. Grazie alle varie collaborazioni siamo riusciti a portare in scena artisti molto importanti. Pisa offre un buon teatro di ricerca che consente forme di riflessione e condivisione originali: queste sono la prima forma di resistenza per la sopravvivenza del teatro». Per questo motivo attori e organizzatori confidano in una forte adesione, soprattutto da parte dei giovani.
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