Finanza
In una casa popolare in via Emilia
Sant'Ermete, sfratto dopo venti rinvii
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PISA. Eseguito lo sfratto di Giuseppe Volpi, che viveva abusivamente da più di vent'anni in una casa popolare in via Emilia a Sant'Ermete. Che ora protesta con una lettera al giornale: «Io, invalido, sono stato sfrattato - afferma - dall'Apes con il seguito delle forze dell'ordine, in maniera incivile e di prepotenza, con minacce nei miei confronti e dei miei famigliari». Circostanza, quest'ultima, fermamente smentita da Giorgio Federici, direttore dell'Apes: «Non è stato tenuto alcun comportamento irrispettoso o minaccioso. L'ufficiale giudiziario ha fatto semplicemente il suo dovere, dopo vent'anni di occupazione abusiva e venti tentativi, eseguendo un ordine del tribunale per assegnare la casa a persone bisognose e che ne hanno diritto. Eravamo arrivati oltre ogni limite massimo». Nelle precedenti circostanze, l'uomo aveva fermato lo sfratto esibendo ogni volta un certificato medico, che testimoniava una ricaduta della sua malattia respiratoria. Ora l'uomo afferma di ritrovarsi in mezzo alla strada e senza nessuna assistenza. E sostiene di aver avuto rassicurazioni dall'assessore alla casa Zambito che in presenza di documentazione degli assistenti sociali lo sfratto sarebbe stato fermato. «Se c'è una colpa dell'amministrazione comunale - ha detto Ylenia Zambito - è quella di non essere riuscita prima a recuperare l'immobile per assegnarlo a chi ne ha diritto. E' curioso: in questo Paese ci si scandalizza perché molte case popolari sono occupate abusivamente, ma ci si scandalizza anche quando a questa illegalità si rimedia».
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