Attenzione
Ministro Maroni, devi darci più poliziotti
Il sindaco scrive al Viminale perché rispetti il Patto sulla sicurezza
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PISA. I poliziotti sono pochi e la città scoppia, ha bisogno di forze maggiori per sentirsi più sicura. Nuovo appello del sindaco, Marco Filippeschi, a Roberto Maroni e soprattutto la richiesta di un incontro nel più breve tempo possibile. Il primo cittadino ha scritto al ministro degli Interni sollecitando gli interventi promessi nel Patto per Pisa, durante il quale in realtà Maroni aveva detto chiaramente che «la città aveva già messo in pratica con successo la possibilità di sfruttare i maggiori poteri conferiti ai sindaci» e aveva promesso «investimenti in videosorveglianza e il rafforzamento di un sistema coordinato fra istituzioni e forze dell'ordine». Di aumento di uomini, più volte sollecitato con chiarezza, non si era parlato. E così Pisa è rimasta una delle poche città italiane in cui l'organico della questura, anziché crescere, porta un segno meno: è a meno 1. Il punto sulla situazione è stato fatto ieri pomeriggio dall'inquilino di Palazzo Gambacorti, insieme all'assessore Davide Gai e al comandante della polizia municipale, Massimo Bortoluzzi. Filippeschi ha dato il pieno appoggio dell'amministrazione alla battaglia portata avanti dai poliziotti che sabato scenderanno in piazza, aiutati dai colleghi di mezza Toscana (arriveranno da Siena, Lucca e Livorno) per chiedere maggiori organici e maggiore attenzione ad un settore che era stato il cavallo di battaglia di questo governo e che invece è stato fra i più penalizzati da tagli e investimenti, a partire da mezzi e divise. Filippeschi nella sua lettera ribadisce al ministro quanto gli aveva detto a voce a giugno e quanto sollecitato anche ad agosto per iscritto al ministero dal prefetto. E cioè che questa è una città che ha caratteristiche metropolitane: 91mila abitanti, 160mila utenti il giorno, 58mila studenti universitari, due scuole d'eccellenza (Normale e S. Anna), quattro istituti di ricerca (Cnr, Infn, Enea e Enel) grandi aree produttive (St. Gobain, cantieristica da diporto, farmaceutica, poli tecnologici), ogni anno 4 milioni di passeggeri in aeroporto e 17 milioni in stazione, 7 milioni di utenti in ospedale, più di 6 milioni di turisti in piazza dei Miracoli, e poi 50mila residenti estivi sul litorale, cinque istituzioni militari (46ª, Folgore, Campo Darby, Cisam, 6º Reggimento). Una città infine con 127 vigili urbani, 10 dei quali assunti dal Comune solo nell'ultimo anno: in sintesi uno ogni 1.100 abitanti, visto che vi gravitano, si diceva, 160mila persone in media al giorno. Nonostante ciò Pisa è stata una delle 10 province italiane, su 110, in cui agli organici della questura c'è un segno meno e soprattutto l'unica con u trend negativo rispetto ad altre 22 con caratteristiche analoghe, tutte con organici rinforzati, fra cui Verona, che ha avuto ben 34 uomini in più, o Bolzano (+ 8) o Verbano (+11). In Toscana è l'unica con un dato negativo: Firenze è a +18, Prato a +8 e Grosseto, che ha ben altre caratteristiche rispetto a Pisa, è addirittura a +5. «Non vi sono solo - scrive a questo proposito Filippschi - generalizzate difficoltà dovute all'età media degli organici, obbligate funzioni di carattere amministrativo a cui adempiere, un'insufficiente dotazione di mezzi e risorse. Ma si assiste ad una sproporzione negativa rispetto ad altre province toscane e al trattamento assai difforme in confronto con altre province italiane, anche di dimensioni e caratteristiche simili alla nostra o addirittura chiaramente meno problematiche». C.V.
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