Sicurezza
Università, barricate contro la riforma
Gennaro Di Biase
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Sopra lassemblea e il corteo sotto la Torre Studenti in assemblea e in corteo sotto la Torre: potremmo non pagare le tasse
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PISA. Studenti universitari in rivolta contro il disegno di legge Gelmini. Ieri mattina si è svolta un'infuocata assemblea congiunta fra gli studenti di Scienze e Ingegneria e c'è chi propone di non pagare le tasse o di chiedere un rimborso perché la didattica, falcidiata dai tagli, non è più all'altezza di un ateneo storico e prestigioso come quello pisano. Sulla riforma Gelmini pesa il quadro istituzionale e politico. Ieri sarebbe dovuta partire la discussione alla Camera che, dopo le richieste di Pd e Idv, è slittata al 14. Tuttavia, il giorno prima, sempre alla Camera, comincerà la discussione sul bilancio e fino a quando non sarà chiusa non ci sarà né spazio né tempo per altre questioni. Poiché si prevede che i problemi riguardanti il bilancio possano prolungarsi fino al prossimo gennaio, la stessa riforma Gelmini potrebbe iniziare ad essere discussa ad anno nuovo. Inoltre, su tutto pesa il quadro politico col rischio che il governo possa non godere più della fiducia in aula. Nonostante questo quadro precario, la protesta non molla la presa. Alle facoltà di Scienze e Ingegneria la programmazione didattica è stata sospesa fino a "sine die", a Medicina è stata rinviata fino al 15, a Storia fino al giorno 11, mentre ieri si è svolto il consiglio di facoltà di Economia. I ricercatori hanno confermato la loro indisponibilità ad assumere incarichi didattici oltre gli obblighi di legge per tutto l'anno accademico e i loro incarichi che resteranno scoperti non verranno sostituiti. Il consiglio, a larga maggioranza e con l'astensione compatta dei ricercatori e di alcuni professori e studenti, ha comunque approvato la programmazione e il conseguente inizio delle lezioni. «Gli effetti di questa indisponibilità - si legge in una nota - saranno particolarmente evidenti agli studenti del primo e del secondo anno. Infatti, invece dei cinque corsi previsti per ogni materia, ne saranno attivati quattro soltanto». Ieri, la giornata di protesta è uscita fuori dalle aule per mostrarsi alla città. Dall'ex Marzotto, sede della facoltà di Scienze, è partito un corteo di 200 studenti che, dopo aver attraversato piazza dei Miracoli, si è poi unito alla protesta in corso alla facoltà di Ingegneria dando vita ad un'unica assemblea. Principali argomenti della discussione sono stati la solidarietà verso i ricercatori precari e le lamentale relative ai disagi per i corsi che non partono, o che sono partiti con un'offerta didattica impoverita. La manifestazione di ieri è stata appena l'inizio di una tre giorni di mobilitazione. In assemblea, c'erano circa 350 studenti. A Ingegneria e Scienze la programmazione didattica è ancora bloccata e, in attesa della discussione della legge alla Camera, i rispettivi consigli di facoltà sono previsti tra il 13 e il 14. Come emerso nel dibattito, l'università rischia il tilt: 7 ricercatori pisani su 10 hanno aderito alla protesta, e sono indisponibili ad assumere la titolarità dei corsi. A Pisa, nel 2012 si prevede un taglio di 62 milioni, e se nel 1987 i docenti erano 1.685, a fine anno ce ne saranno meno di 1.600, e si andrà sotto i 1.400 nel 2014. «Potremmo prendere in considerazione l'idea di non pagare le tasse per un'offerta così scarsa - dicono gli studenti - ci sono pochissimi corsi e non c'è più scelta». Infatti, se le lezioni non dovessero iniziare entro il 15, gli iscritti avrebbero l'opportunità di chiedere il rimborso delle tasse. Inoltre, ad aumentare il caos si aggiunge il fatto che molti docenti ordinari (è il caso di Lettere) si rifiutano di sostituire i precari. A causa di tagli a fondi e personale, si temono l'affollamento delle aule (a Economia sono previsti 1000 matricole per quattro corsi), lauree triennali senza specialistiche e la moltiplicazione di facoltà a numero chiuso. Per fronteggiare l'emergenza, studenti e ricercatori annunciano un calendario di proteste: dalla notte bianca di domani tra la ex Marzotto e la Sapienza, al presidio di oggi in piazza Garibaldi dalle 16. In occasione dello sciopero Fiom previsto il 16 a Roma, si sta pensando di organizzare una manifestazione di tutto l'ateneo pisano che preceda l'assemblea del 17 alla Sapienza.
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