Il Tirreno

Pisa

PORTA A LUCCA

Proteste per la mega antenna telefonica

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 PISA. Domenica mattina alle 8 una squadra di operai si è recata in via Falcone, a Porta a Lucca, ed ha cominciato i lavori di potenziamento dell'antenna per cellulari.  Gli abitanti della strada, insospettiti di quest'inizio lavori in un giorno di festa, hanno cercato di saperne di più. Un residente ha chiesto spiegazioni alla stessa squadra di operai non ricevendo risposta, quindi ha chiamato la polizia. Una volante si è recata sul posto ed ha chiesto la relativa documentazione. La gente ha, quindi, chiesto informazioni ai poliziotti che hanno risposto che stavano per cominciare i lavori di potenziamento dell'antenna di telefonia.  I lavori sono andati avanti per tutta la giornata di domenica e ieri mattina sono ripresi. Intanto, sul caso interviene Maria Gioia Poltronieri a nome del "Comitato vita di quartiere" scrivendo che «in quello che dovrebbe essere un parco pubblico sono iniziati dei lavori intorno alla mega antenna che troneggia nel campo. Aumenterà ancora il numero dei ripetitori istallati, e la loro potenza, nonostante accordi ed impegni diversi.  Certo, gli amministratori che hanno autorizzato questi lavori, agiscono secondo la legge. Sanno navigare tra le pieghe e le eccezioni dei regolamenti da loro stessi emanati. Sono sensibili ai problemi del bilancio, anche a costo di accantonare impegni e promesse. Sono confortati da legali e tecnici di parte, riuscendo così ad allontanare sempre di più i cittadini dalla partecipazione democratica. Sanno decidere - scrive il comitato - ma non sono capaci di dialogare. Perché può anche darsi che la scelta di potenziare l'antenna per i telefonini che sorge in quello che dovrebbe essere un parco pubblico sia legittima».  «Ma gli impegni e le promesse - scrive il comitato - erano ben diverse: attrezzare un'area con giochi per bambini, piantare qualche albero capace di fare ombra, istallare qualche panchina, risanare il terreno adiacente (una vera discarica a cielo aperto). Cioè creare un parco. Oggi constatiamo che la priorità è invece quella di affittare alle compagnie telefoniche qualche metro in più di terreno, sottraendolo all'uso comune. I bambini - è la conclusione - non avranno un parco, ma un prato per giocare all'ombra delle antenne di telefonia mobile».

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